Preti pedofili, il New York Times propone “una suora come papa”

Pubblicato il 29 Marzo 2010 11:38 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2010 11:38

Maureen Dowd

«La Chiesa Cattolica non potrà mai recuperare finché il suo Santo Pastore sarà visto come una pecora nera, nel sempre più buio scandalo sugli abusi sessuali». A scrivere questo commento è Maureen Dowd sulle pagine del New York Times in un editoriale dal titolo “A nope for pope”.

La giornalista, ricostruendo la vicenda che in questi giorni vede al centro dello scandalo Papa Benedetto XVI ai tempi in cui era cardinale a Monaco,  deduce che «Il Papa vi è dentro troppo a fondo. Ha provato di essere tutt’altro che infallibile» e propone, provocatoriamente, di aprire le porte alle donne, tanto più che «la cultura completamente paternalistica ed autocratica del Papa ha portato ad un gretto ed esclusivo sistema che ha fallito nel sorvegliare se stesso, e che è diventato un corrosivo rifugio per segreti e vergogne.»

«Se la Chiesa potesse aprire le sue vetrate colorate e far entrare un po’ d’aria – continua la Dowd – ovvero incoraggiare le donne a diventare sacerdoti, le suore ad essere più emancipate e i preti a sposarsi, se potesse bandire i preti criminali e chiudere con la sordida cultura degli uomini che proteggono chi fa violenza sui bambini, potrebbe sopravvivere. E sarebbe un incoraggiante segno di umiltà e pentimento.»

Conclude, graffiante, la giornalista: «Le suore hanno storicamente rimediato ai guai dei preti. E questo è un guaio di portata storica. Benedetto dovrebbe tornarsene a casa in Bavaria. E i cardinali dovrebbe mandare la fumata bianca dal camino, proclamando: “Habemus Mama”».