Nigeria, cantante blasfemo condannato all’impiccagione. Ha esaltato imam sufi più del Profeta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Agosto 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2020 12:22
Nigeria: cantante condannato a morte per blasfemia

Cantante blasfemio Nigeria condannato a morte (Ansa)

Un tribunale islamico di Kano ha condannato a morte un giovane cantante per blasfemia contro il profeta Maometto.

Nigeria, cantante blasfemo secondo la sharia: il 22enne Yahaya Aminu Sharif ha ricevuto una sentenza di morte per impiccagione per presunte espressioni dispregiative contro il Profeta.

Nigeria, cantante blasfemo? Ha lodato un imam sufi

Più precisamente: non ha offeso il Profeta, ma ha elogiato un imam secondo lui più venerabile. Lodi che sono state viste come una diminuzione sacrilega di Maometto

Sharif, musulmano, appartiene a un ramo separato dell’ordine Sufi Tijaniyya.

Una confraternita islamica le cui convinzioni sono eretiche rispetto alla maggioranza a causa della loro diversa interpretazione di alcuni principi islamici di base. Una specie di setta di origine senegalese.

Le sue canzoni, condivise su internet, hanno suscitato reazioni e proteste in tutto il Paese.

I tribunali islamici della zona a maggioranza musulmana hanno già emesso condanne a morte per adulterio, omicidio e omosessualità.

Ma ad oggi nessuna esecuzione ha avuto luogo. Sharif è stato accusato di aver offeso il Profeta in una canzone che ha condiviso sui social media a marzo, e che ha causato rivolte in varie città.

Nel corso delle proteste militanti hanno bruciato la casa di famiglia e in molti hanno chiesto la sua incriminazione, portando al suo arresto.

La sharia al nord, 12 stati su 36 in Nigeria

Il processo si è svolto a porte chiuse per motivi di sicurezza ed è durato quattro mesi.

La sua condanna a morte è la seconda condanna per blasfemia nel Pese da quando, nel 2000, una decina di Stati del nord ha reintrodotto una versione più rigorosa della legge della Sharia.

Le punizioni vanno dal linciaggio all’amputazione, all’impiccagione: il tribunale islamico può giudicare solo i musulmani.  (fonte Ansa)