Nigeria, Frattini: “Italia aveva il diritto si sapere e pronunciarsi”

Pubblicato il 9 Marzo 2012 12:59 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2012 13:10

ROMA – ''Quando e' in gioco la vita dei nostri connazionali, con tutto il rispetto per le Forze Speciali di altri Paesi, (in particolare sembra che i nigeriani avessero programmato tutto), noi abbiamo il diritto di sapere e di dire se siamo d'accordo, perche' le regole stabiliscono che, se uno dei Paesi coinvolti non e' d'accordo, ci siano grossi problemi a mettere in atto il blitz''. Lo ha detto l'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando della vicenda nigeriana a 'Mattino Cinque'.

''Nel caso della morte del nostro connazionale in Nigeria – ha detto Frattini – bisogna fare chiarezza. Io ricordo, durante la mia esperienza ministeriale, almeno 3 casi in cui si programmavano dei blitz e noi fummo, non solo avvertiti preventivamente, ma il presidente del Consiglio ed io fummo chiamati, in sostanza, a dare un via libera''.

''In un altro caso – ha proseguito – invece, dicemmo che non ritenevamo che il blitz si dovesse fare: non ci sono segreti, si trattava di un'ipotesi in cui una delle navi sequestrate dai pirati somali poteva essere liberata con un blitz e in quel caso noi fummo preoccupati dell'ipotesi che qualcuno dei nostri connazionali potesse morire. Noi dicemmo di no, e il blitz non si fece. E' evidente che questo vuol dire una normale collaborazione a livello di Intelligence''.

''Io penso – ha concluso – che il Parlamento non debba essere informato in una sessione pubblica, ma c'e' un organismo di controllo sui servizi, il Copasir presieduto dall'onorevole D'Alema, che, nella assoluta segretezza delle informazioni, deve capire cosa sia accaduto in Nigeria. Credo che il presidente Monti abbia fatto benissimo a convocare questa mattina il Comitato Interministeriale per la Sicurezza, che e' l'organo di governo che sovraintende al funzionamento dell'Intelligence.

In questo caso non si tratta di schieramenti politici, ma dell'Italia, dell'immagine e della dignita' dell'Italia; noi dobbiamo essere nelle condizioni di poter dire che le modalita' per le quali si era pensato a questo blitz in Nigeria erano appropriate o meno''.