Nigeria, Papa Benedetto XVI: “Dolore per il gesto assurdo, basta violenza”

Pubblicato il 26 Dicembre 2011 12:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2011 13:58

CITTA' DEL VATICANO – Il Papa ha espresso all'Angelus ''profonda tristezza'' per gli attentati alle chiese in Nigeria, che hanno portato ''lutto e dolore'' nel giorno di Natale, e ha fatto appello affinche' ''si fermino le mani dei violenti''. ''La violenza – ha detto – e' una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte''.

''Il Santo Natale suscita in noi, in modo ancora piu' forte, la preghiera a Dio affinche' si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace'', ha affermato Benedetto XVI subito dopo la recita dell'Angelus. ''Ma la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente'', ha proseguito.

''Ho appreso con profonda tristezza la notizia degli attentati che, anche quest'anno nel Giorno della Nascita di Gesu', hanno portato lutto e dolore in alcune chiese della Nigeria – ha detto il Pontefice -. Desidero manifestare la mia sincera e affettuosa vicinanza alla comunita' cristiana e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo gesto e invito a pregare il Signore per le numerose vittime. Faccio appello affinche' con il concorso delle varie componenti sociali, si ritrovino sicurezza e serenita'''.

''In questo momento – ha concluso papa Ratzinger – voglio ripetere ancora una volta con forza: la violenza e' una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte; il rispetto, la riconciliazione e l'amore sono la via per giungere alla pace''.

Anche nel saluto in francese ai fedeli di quella lingua, Benedetto XVI ha voluto esprimere vicinanza ai cristiani perseguitati. ''La nascita del Figlio di Dio – ha detto dopo la recita dell'Angelus – ci incoraggia a testimoniare la sua presenza in mezzo al suo popolo anche nell'avversita'''.

''Pensiamo – ha proseguito – a tutti i cristiani perseguitati nel mondo'', che seguendo l'esempio di Santo Stefano, primo martire, ''danno la vita a causa della loro fede''. ''Il Papa non li dimentica'', ha concluso.