Nigeria, liberate le ragazze rapite alla scuola di Dapchi. “Ma non mandatele più a scuola”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2018 13:07 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 13:07
Sono state liberate le ragazze rapite in Nigeria da Boko Haram

(Foto archivio Ansa)

LAGOS – Almeno 76 delle 110 studentesse rapite lo scorso mese dai terroristi jihadisti di Boko Haram in un villaggio della Nigeria, Dapchi, sono state liberate. E’ quanto ha reso noto una assistente  del capo di Stato nigeriano, Muhammadu Buhari, citando il ministero dell’Informazione. La sorte delle altre 34 studentesse resta incerto.

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Le ragazze sarebbero state liberate dagli jihadisti con un monito: “Non mandate più le vostre figlie a scuola”. Boko Haram è un’organizzazione terroristica jihadista sunnita diffusa nel nord della Nigeria e alleatasi nel 2015 con l’Isis. La formazione, il cui nome significa “l’istruzione occidentale è proibita”, vuole imporre al Paese la sharia, legge islamica.

Boko Haram già nel 2014 aveva rapito oltre 270 ragazze da una scuola a Chibok, nello stato di Borno, circa 100 delle quali sono ancora nelle mani dei terroristi dopo quasi quattro anni.

Per rapire più agevolmente le 110 ragazze della scuola di Dapchi il mese scorso, i terroristi islamici Boko Haram sono ricorsi al subdolo stratagemma di fingersi soldati intervenuti per salvare le giovani e convincerle a salire sui lo camion.

Una guardia della scuola, Usman Mohammed, riuscì a vedere strani uomini in uniformi dell’esercito che portavano armi. C’erano veicoli pitturati con i colori militari e mitragliatrici montate sul tettuccio. Ma guardando più da vicino si vedeva ‘Allah è grande’ scritto in arabo sui baschetti.

“Ferme, ferme. Non siamo Boko Haram! Siamo soldati, salite sui mezzi. Vi salveremo”, gridavano i terroristi che avevano circondato il collegio governativo tecnico-scientifico sparando. Una ragazza anemica che non poteva camminare, Habiba, fu addirittura aiutata da un’amica a salire su uno dei camion.

Hafasat Abdullahi, di 18 anni, ha riferito al quotidiano britannico The Guardian di aver sentito i Boko Haram dire “Venite, lasciateci aiutarvi, siamo soldati”. “Pensavamo lo fossero realmente. Un sacco di studentesse sono saltate sui loro camion”, ha raccontato la giovane che ha una sorella minore fra le rapite in quella sera del 19 febbraio. Il rapimento di massa ha ricreato una situazione analoga a quella dell’aprile 2014 quando i Boko Haram, a Chibok, rapirono 276 ragazze: da allora alcune giovani sono riuscite a fuggire e più di 80 sono state rilasciate in seguito a negoziati, ma oltre 100 restano prigioniere.

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