Nigeria, rapite altre ragazze. “Prese porta a porta con la forza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 17:38 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 17:39
 Nigeria, rapite altre ragazze. "Prese porta a porta con la forza"

(Foto Lapresse)

LAGOS – Ancora un rapimento di ragazze in Nigeria. E i sospetti tornano su Boko Haram, il gruppo integralista islamico autore del sequestro di 233 studentesse il mese scorso. Martedì 6 maggio altre otto ragazzine tra i 12 e i 15 anni sono state rapite nel nord del Paese nel villaggio di Warabe. “Sono andati di porta in porta, cercando le ragazze. Le hanno prese con la forza”, ha raccontato Sani Abdullahi, un abitante del villaggio.

“Non hanno colpito o ferito nessuno: il loro fine era solo prendere le giovani. Ora viviamo nel terrore, abbiamo paura. Se torneranno a prendere le nostre figlie nessuno potrà fermarli”.

Boko Haram, il cui nome significa “l’educazione occidentale è peccato”, ha attaccato diversi istituti scolastici nel nord della Nigeria.

Gli ultimi rapimento sono stati condannati non solo dai Paesi occidentali. L’università di Al Ahzar, la più prestigiosa istituzione teologica sunnita, ha chiesto ai militanti del gruppo islamico di rilasciare immediatamente le liceali rapite ad aprile. In un comunicato dal Cairo, dove ha sede, l’ateneo ha condannato il sequestro affermando che “è totalmente contrario agli insegnamenti dell’Islam ed ai suoi principi di tolleranza”.

Per l’Onu il rapimento delle 223 liceali e la loro annunciata vendita come schiave si configurano come un possibile crimine contro l’umanità.

“Questo significa che i responsabili possono essere arrestati, accusati, processati e mandati in carcere in futuro”, ha avvertito Rupert Colville, portavoce dell’alto commissario Navi Pillay. “Anche se pensano di essere salvi adesso, non lo saranno per forza tra due, cinque o dieci anni”, ha insistito il portavoce riferendosi ai miliziani islamici di Boko Haram, che hanno rivendicato il sequestro di massa. “Le ragazze devono essere immediatamente restituite, incolumi, alle loro famiglie”.