Nobel. “Pari e patta”: ma i complimenti di Marquez a Vargas Llosa su Twitter sono un falso

Pubblicato il 7 Ottobre 2010 23:48 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2010 10:50

Marquez e Vargas Llosa, quando erano ancora amici

Ci ha creduto anche Mario Vargas Llosa, neo premio Nobel per la letteratura, ma il sibillino messaggio di auguri inviatogli su Twitter dal suo ex amico e rivale Gabriel Garcia Marquez, premio Nobel nel 1982 e con cui non parla da oltre 30 anni, era un falso. Cosi’ ha indicato la Fondazione Nuovo Giornalismo iberoamericano presieduta dallo stesso Garcia Marquez, secondo cui il messaggio Twitter in cui avrebbe detto ”cuentas iguales’, cioe’ ‘pari a patta’ non e’ mai stato scritto dall’autore di Cento Anni di Solitudine.

A New York, nel corso della sua prima conferenza stampa dopo aver ricevuto il premio, Vargas Llosa, rispondendo ad una domanda aveva sobriamente ringraziato Garcia Marquez ”per le sue gentili parole” e c’e’ chi aveva pensato a un riavvicinamento tra i due gradi scrittori latinoamericani. Successivamente il presidente della Fondazione del giornalismo ibero-americano di Cartagena, Jaime Abello, considerato il braccio destro dello scrittore colombiano, precisava, sempre su Twitter, che Garcia Marquez ”non possiede un account Twitter”.

L’account ElGabo, da tre anni considerato quello del premio Nobel dall’insieme della stampa spagnola e sudamericana ”non e’ di Gabriel Garcia Marquez. E’ un falso, scritto a volte con umorismo, ma oggi ha superato i limiti”, aggiunge Abello. In realtà le precisazioni di Abello sollevano diversi interrogativi. Se l’account Twitter è falso, ci sono cascati i principali quotidiani spagnoli oltre allo stesso Vargas Llosa, e stupisce il fatto che ElGabo sia in rete senza contestazioni da oltre tre anni, anche con anticipazioni dei nuovi testi dell’ autore colombiano. Se è vero, Garcia Marquez si conferma molto vicino ad alcuni dei suoi personaggi, e siamo in pieno mistero magico. Ma potrebbe essere falso anche l’account di Abello. C’è un’altra ipotesi, ma è davvero fantascientifica ed è impossibile prenderla sul serio La storia sembra il frutto della fantasia di Jorge Luis Borges, il grande scrittore argentino cieco: morto nel 1986, non puo’ essere stato lui.