Nord Corea, il disertore che ha detto alla Cnn che Kim Jong-un era in fin di vita si scusa

di Caterina Galloni
Pubblicato il 7 Maggio 2020 5:13 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2020 8:43
Nord Corea, il disertore che ha detto alla Cnn che Kim Jong-un era in fin di vita si scusa

Nord Corea, il disertore che ha detto alla Cnn che Kim Jong-un era in fin di vita si scusa (Foto Ansa)

LONDRA – L’ex vice ambasciatore della Corea del Nord in Gran Bretagna, Thae Yong Ho, si è scusato per aver detto che Kim Jong-un probabilmente era malato al punto “da non poter alzarsi da solo o camminare correttamente”.

Yong Ho aveva rilasciato la dichiarazione alla Cnn tre giorni prima che il leader nordcoreano dopo giorni d’assenza e di ipotesi sulla sua salute, sabato scorso partecipasse a un evento pubblico nel corso del quale ha fumato una sigaretta.

L’ex diplomatico, fuggito in Corea del Sud nel 2016 e uno dei due disertori eletti in parlamento il mese scorso, ha affermato di sentirsi in “colpa e avere la pesante responsabilità” per aver rilasciato notizie infondate.

“Sono consapevole che uno dei motivi per cui molti di voi mi hanno votato è perché si aspettano un’analisi accurata e proiezioni sulle questioni della Corea del Nord. Qualunque sia la ragione, mi scuso con tutti.”

Per settimane Kim Jog-Un era scomparso dai media statali, scatenando una molte ipotesi sulla sua salute ma sabato scorso sono state pubblicate delle fotografie in cui il leader partecipa a una cerimonia d’inaugurazione di uno stabilimento di fertilizzanti.

La sua riapparizione è stata un duro colpo ala credibilità di alcuni disertori importanti della Corea Nord: avevano ipotizzato che Kim fosse affetto da una grave malattia o addirittura morto.

Ji Seong-ho, altro disertore eletto al Parlamento sudcoreano, in un’intervista aveva dichiarato di esser certo al 99% che Kim fosse morto in seguito a un intervento chirurgico cardiovascolare e che l’annuncio ufficiale sarebbe arrivato entro pochi giorni.

Harry Kazianis, direttore senior di studi coreani presso il Center for the National Interest a Washington, ha affermato: “La spiegazione più probabile all’assenza di Kim è che la Corea del Nord ha dichiarato la pandemia di coronavirus una minaccia esistenziale”.

Il leader “molto probabilmente stava prendendo provvedimenti per proteggere la sua salute o in qualche modo potrebbe essere stato personalmente toccato dal virus”. (Fonte: Daily Mail).