Nucleare iraniano. Conclusa una crisi durata tra alti e bassi 13 anni

Pubblicato il 14 luglio 2015 10:13 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 15:54
Centro nucleare iraniano

Centro nucleare iraniano

Un alto diplomatico occidentale citato dalla Ap ha detto che è stato raggiunto un accordo formale sul nucleare iraniano dopo aver superato gli ostacoli finali: l’accordo include un compromesso tra Washington e Teheran che permetterà agli ispettori Onu di chiedere di visitare anche i siti militari iraniani.

L’intesa raggiunta a Vienna permetterebbe agli ispettori Aiea di insistere per visitare i siti militari iraniani. Lo ha detto un diplomatico all’Ap. L’accesso tuttavia non verrebbe però necessariamente garantito, e Teheran avrebbe il diritto di appellarsi ad un tavolo arbitrale composto dall’Iran e dalle potenze del ‘5+1’.

Una dichiarazione congiunta sulla conclusione dei negoziati sul nucleare iraniano verrà letta a Vienna verso mezzogiorno (ora locale) dall’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e dal ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, secondo quanto riferisce la tv di Stato iraniana.

L’Iran non sarà più sottoposto ad alcun embargo di armi e tutte le misure in tal senso saranno revocate da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu nel giorno in cui l’accordo sarà firmato dalle potenze del 5+1 e dall’Iran. Lo ha riferito alla Fars una fonte anonima vicina ai negoziati che si sono chiusi martedi a Vienna. Gli allegati all’accordo manterranno però alcune restrizioni per un periodo limitato.

L’accordo infatti comprende un insieme di intese in linea con le ‘red lines’ fissate dalla Guida suprema Ali Khamenei, con una serie di misure limitate e temporanee che rimarranno valide per diversi periodi di tempo. La prossima risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu, sempre secondo le indiscrezioni riferite dalla Fars, sarà l’ultima emessa in merito al programma nucleare iraniano, che non sarà più esaminato alla luce del capitolo 7 della Carta dell’Onu (relativa alle minacce alla pace).

“Questa è la prima volta – ha sottolineato la fonte – che un Paese soggetto al capitolo 7 è riuscito a porre fine al proprio caso attraverso un negoziato diplomatico”. La nuova risoluzione Onu resterà valida e sarà attuata per un periodo limitato, dopo il quale non sarà più in vigore automaticamente. Quanto alle sanzioni contro l’Iran, secondo le fonti citate dalla stampa iraniana, avranno tutte fine, anche se rimarranno alcune restrizioni per un periodo limitato, “come già affermato dalla Guida Suprema”.

Ecco le principali tappe della crisi nucleare iraniana a partire dal 2002.

AGOSTO 2002 – Dopo la scoperta di siti nucleari segreti a Natanz e Arak, l’Iran accetta il controllo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), che scopre tracce di uranio arricchito e fissa un ultimatum nel settembre 2003. 21 OTTOBRE 2003 – L’Iran accetta di sospendere le attività di arricchimento dell’uranio in vista di una visita a Teheran dei capi della diplomazia francese, tedesco e inglese.

8 AGOSTO 2005 – Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad riprende le attività di conversione dell’uranio a Isfahan (nel centro del Paese). L’Europa interrompe i negoziati. GENNAIO 2006 – I cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu (Usa, Gran Bretagna, Francia, Cina, Russia) decidono di deferire l’Iran al Consiglio di Sicurezza.

11 APRILE 2006 – Ahmadinejad annuncia che il Paese è riuscito ad arricchire l’uranio oltre la soglia del 3,5%. 1 LUGLIO 2006 – Il Consiglio di Sicurezza lancia il suo ultimatum all’Iran: ci saranno sanzioni se le attività di arricchimento non verranno sospese entro la fine di agosto. 22 AGOSTO 2006 – L’Iran fa sapere di essere pronto a “negoziati seri”, ma l’arricchimento non viene sospeso. A fine agosto Ahmadinejad annuncia che non intende arretrare. 25 SETTEMBRE 2009 – Il presidente americano Barack Obama insieme ai leader francese e britannico denunciano la costruzione segreta di un sito di arricchimento a Fordo.

FEBBRAIO 2010 – L’Iran avvia la produzione di uranio arricchito al 20% a Natanz. 8 NOVEMBRE 2011 – L’AIEA pubblica una relazione su una “possibile dimensione militare” del programma iraniano. 23 GENNAIO 2012 – L’Ue decide di congelare le attività della banca centrale iraniana e applicare un embargo petrolifero. 24 NOVEMBRE 2013 – I negoziati a Ginevra portano ad un accordo. L’Iran accetta di limitare il suo programma nucleare e di farlo verificare alla comunità internazionale, mentre i 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) accettano di allentare le sanzioni imposte a Teheran. 8 FEBBRAIO 2014 – L’accordo entra in vigore e iniziano le trattative per un’intesa definitiva, che continuano fino al 18 luglio, e poi al 24 novembre, ma la deadline slitta ancora al 30 giugno 2015.

2 APRILE 2015 – A Losanna, dopo 13 anni dall’inizio del contenzioso, arriva l’accordo quadro che stabilisce la tabella di marcia verso il documento finale. Obama parla di “intesa storica”. Soddisfatto anche il presidente iraniano Rohani. Si prevede la revoca di tutte le sanzioni in cambio del rispetto degli impegni assunti da Teheran su arricchimento dell’uranio, numero di centrifughe e ispezioni ai propri siti.

30 GIUGNO 2015 – Tempi supplementari fino al 7 e poi al 13 luglio e vari segnali che alla fine l’accordo si potrà fare. Ma anche docce fredde, come quella di Obama che promette di lasciare le trattative se l’intesa non sarà sufficiente a garantire che il nucleare iraniano non possa avere anche scopi militari. 12 LUGLIO 2015 – Rush finale per chiudere entro la scadenza di martedi, come è accaduto. I diplomatici si attendevano un’intesa dopo l’invio della bozza nelle rispettive capitali.