Nuova Zelanda: commando bianco macella musulmani. In nome di Luca Traini

di Riccardo Galli
Pubblicato il 15 marzo 2019 8:20 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019 8:20
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Nuova Zelanda: commando bianco macella musulmani. In nome di Luca Traini

ROMA – Nuova Zelanda: commando bianco macella musulmani. Attacco e strage in due moschee di Christchurch (mai nome di luogo suonò come oggi meno appropriato). I morti, gli abbattuti sono al momento in cui scriviamo circa quaranta. Abbattuti da un commando formato da almeno quattro persone. Che hanno sparato, falciato, ammazzato.

Ma non era un commando improvvisato, l’attacco è stato organizzato, pensato, messo in atto in più tempi e fasi. Sparare nelle moschee e bombe piazzate sulle auto fuori delle moschee. In modo da massimizzare l’effetto morte. Era previsto far esplodere le bombe in mezzo a coloro che fuggivano e davanti a coloro che accorrevano.

A rivendicare la strage e a documentare, argomentare il perché del macello immigrati e musulmani, prima dell’attacco un messaggio-manifesto di circa 80 pagine ovviamente diffuso sul web. Ottanta pagine per un solo concetto e principio: l’immigrato è nemico, è contagio, è inquinamento sociale ed etnico. L’immigrato musulmano è poi ancora peggio, è specie, anzi sub specie umana non solo parassitaria ma anche aggressiva. Quindi vanno ammonito con sterminio a stare a casa loro. Vanno puniti con la morte per essersi insediati in terra bianca, vanno spinti alla fuga con il terrore.

Nei filmati che il commando ha postato in rete prima dell’attacco alle moschee vengono mostrati (con tecnica analoga a quella che si vede nei filmati di auto propaganda dell’Isis) le armi e i caricatori. Ogni caricatore è per così dire griffato con il nome di un eroe della guerra planetaria anti migranti, con il nome di un bianco che ha preso le armi per la giusta causa e guerra scaccia e punisci l’immigrato invasore. Tra questi il nome di Luca Traini.

La fama di colui che in una città italiana prese auto e sparò al negro, al primo negro, a qualunque negro che passava è arrivata letteralmente agli antipodi, fino in Nuova Zelanda. Traini si proclamò vendicatore delle donne bianche insidiate, stuprate, uccise dai neri. E raccolse solidarietà, perfino simpatia in Italia. caccia il negro, spara al negro trovò manifeste giustificazioni e attenuanti e sotterranee ma non troppo adesioni.

Ora sappiamo che Luca Traini bandiera ed esempio del caccia il negro, spara al negro ha varcato i confini, è diventato un  brand per chi organizza strage di immigrati. Un commando bianco macella immigrati si è messo all’occhiello il nome di Luca Traini.