Nuova Zelanda, come ha sconfitto il virus? Istruzione e disciplina: lo studio-sondaggio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2020 15:08 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2020 15:08
Nuova Zelanda, come ha sconfitto il coronavirus

Jacinda Arden, premier della Nuova Zelanda (Ansa)

Per sconfiggere una pandemia in fondo la ricetta è semplice: istruzione per comprendere la portata dei rischi, disciplina per rispettare le precauzioni minime.

Questi i segreti del successo unico della piccola Nuova Zelanda nell’eliminare del tutto il coronavirus, almeno a leggere le conclusioni di uno studio universitario dedicato.

Il sondaggio post-lockdown

Che nel sondaggio di un campione di 1000 persone post-lockdown, ha registrato un 100% di rispetto delle pratiche basilari di igiene e fiducia nelle autorità.

I ricercatori della Massey University di Wellington hanno stabilito che i neozelandesi avevano un alto livello di conoscenza della malattia e dei suoi modi di diffusione.

Otto su 10 hanno dichiarato di aver lavato frequentemente le mani e nove su 10 hanno rispettato il distanziamento sociale.

Premier Jacinda Arden la più popolare di sempre

Alla fine del lockdown la prima ministra Jacinda Ardern ha registrato il più alto tasso di approvazione in tre anni alla guida del governo, diventando il leader più popolare del paese in un secolo.

Nel paese di 5 milioni di abitanti Covid-19 ha ucciso solo 22 persone e contagiate meno di 1500.

Con l’introduzione di stringenti controlli alle frontiere e di un lockdown nazionale già il 25 marzo, la Nuova Zelanda ha contrastato la pandemia subito, fra i primi nel mondo.

A metà maggio sono state gradualmente allentate le restrizioni.

Due mesi l’annuncio ufficiale dell’eliminazione del virus e il paese è tornato in gran parte alla normalità.

A parte la chiusura continuata dei confini.

“Quasi tutti i neozelandesi comprendono correttamente i fatti importanti sul coronavirus”, riferisce lo studio.

A guidarlo il professor Jagadish Thaker, docente della scuola di comunicazione, giornalismo e marketing dell’università stessa.

“Quasi nove su dieci hanno conoscenza dei sintomi, dei comportamenti di protezione e del contagio asintomatico.

Una forte maggioranza sa identificare correttamente notizie e dichiarazioni false o ingannevoli, e sa sfatare i miti comuni riguardanti il coronavirus”, aggiunge.

Maori colpiti in misura doppia

Lo studio indica inoltre che la popolazione indigena è stata colpita dal virus in misura sproporzionata.

Con una frequenza doppia rispetto ai neozelandesi di origine europea, i maori riferiscono che essi stessi o dei familiari hanno perso il lavoro, non riescono a pagare le bollette o si sono iscritti alle liste di disoccupazione. (fonte Ansa)