Tinder, il processo contro un 27enne: “Ha tentato di strangolare una donna conosciuta in chat”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 14 Novembre 2019 6:03 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2019 18:31
Tinder, Ansa

Tinder (foto Ansa)

ROMA – Il presunto assassino di Grace Millane, l’escursionista britannica 22enne strangolata dall’aguzzino australiano che aveva conosciuto su Tinder, avrebbe tentato di soffocare un’altra donna, incontrata sempre tramite l’app, che si è salvata fingendosi morta: in tribunale è emerso che al 27enne piace dominare le donne per sentirsi “superiore”.

La donna ancora terrorizzata ha testimoniato che non riusciva a respirare e lottato con “tutte le forze” per allontare l’imputato, poi ha finto di essere morta nella speranza che si sarebbe reso conto che qualcosa non andava. Ha raccontato che quando il 27enne ha tentato di soffocarla ha pensato:”non posso morire in questo modo”. Secondo la sua testimonianza lui l’avrebbe spinta sul letto e poi si è seduto sul suo viso. Al sito di news neozelandese Stuff ha detto: “Non riuscivo a respirare.  Non sostenevo il suo peso. Teneva fermi gli avambracci e non potevo muovermi. Ho iniziato a scalciare con tutte le mie forze perché non riuscivo a respirare. Ero terrorizzata. Quando ancora non si decideva ad allontanarsi, sono rimasta completamente immobile, inerte così che si accorgesse”.

In tribunale, la testimone è scoppiata in lacrime e a quel punto il 27enne le ha domandato: “non pensi che l’abbia fatto apposta, vero?”. L’avvocato dell’imputato, Ron Mansfield, ha dichiarato che i due si sono scambiati, dopo l’episodio, più di 700 messaggi ma lei sostiene di averlo fatto solo perché temeva per la sua incolumità.

L’imputato è attualmente sotto processo per l’omicidio della 22enne Grace, incontrata su Tinder, anche se lui ha affermato che è morta incidentalmente durante un rapporto ses*uale violento. Nel tribunale di Auckland, Nuova Zelanda, hanno testimoniato tre donne che hanno avuto uno scambio di messaggi con l’uomo sull’app di incontri. Una di loro ha affermato che l’imputato le aveva detto che a lui piacevano i piedi, il ruolo di dominatore e soffocare le donne perché lo faceva “sentire superiore”: a quel punto dopo aver scoperto le preferenze ses*uali aveva deciso di non incontrarlo. Mansfield ha chiesto delle prove ma la donna ha detto di aver cancellato tutti i messaggi. La terza testimone ha raccontato che il presunto assassino le ha stretto il collo così forte da rimanere senza fiato ma ha insistito che la pratica ses*uale era consensuale. Fonte: Mirror