Nuovo Messale: le “sorelle” si affiancano ai “fratelli” (vedi atto penitenziale)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2020 10:56 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2020 10:56
Nuovo Messale: le "sorelle" si affiancano ai "fratelli" nelle invocazioni (vedi atto penitenziale)

Nuovo Messale: le “sorelle” si affiancano ai “fratelli” (vedi atto penitenziale) (Foto d’archivio Ansa)

Cambia il Messale: le “sorelle” si affiancano ai “fratelli” nelle invocazioni dei fedeli in chiesa (ad esempio l’atto penitenziale).

Arriva il nuovo Messale nelle parrocchie: la novità più rilevante è che nelle invocazioni le “sorelle” si affiancano ai “fratelli”. In alcune diocesi i cambiamenti arriveranno già domenica 29 novembre, mentre per tutte saranno comunque obbligatorie dal 4 aprile 2021.

E’ il caso di Roma, dove i sacerdoti si sono riuniti a San Giovanni in Laterano per conoscere tutte le novità.

Nuovo Messale: quando si userà “sorelle” con “fratelli”

E se in passato si è molto parlato del nuovo Padre Nostro, sono invece diversi i cambiamenti delle formule che si sentiranno nelle Messe. Ad illustrare le novità è Avvenire. Uno dei cambiamenti che sarà senza dubbio notato dai fedeli saranno le preghiere dove accanto alla parola “fratelli” viene accostata “sorelle”.

È stato rivisto in questo senso l’atto penitenziale: i cattolici a Messa diranno dunque: “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle…”. Poi: “E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle…”.

Le invocazioni in greco

Inoltre il nuovo Messale – informa sempre il giornale dei vescovi – privilegerà le invocazioni in greco “Kìrie, eléison” e “Christe, eléison” rispetto all’italiano “Signore, pietà” e “Cristo, pietà”. Si arriva al Gloria che avrà la nuova formulazione “pace in terra agli uomini, amati dal Signore”.

Una revisione che sostituisce gli “uomini di buona volontà” e che vuole essere più fedele all’originale greco del Vangelo. Sul Padre Nostro si è scritto molto anche perché la modifica, voluta fortemente dal Papa, è stata già apportata per le altre lingue da diverse conferenze episcopali. Alla fine non si dirà più “non indurci in tentazione” ma “non abbandonarci alla tentazione”. (Fonti: Ansa e Avvenire)