Israele vuole bandire la parola Nazi usata per denigrare gli avversari. Dal Nyt

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2014 12:08 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014 12:08
Israele vuole bandire la parola Nazi usata per denigrare gli avversari

Israele vuole bandire la parola Nazi usata per denigrare gli avversari. 

ROMA – Israele vuol mettere al bando la parola Nazi usata per denigrare gli avversari. E’ diventato una pericolosa tendenza in Israele qualificare l’avversario politico, il candidato inviso o le posizioni detestate con epiteti che attengono al nazismo, il massimo dell’insulto: al punto che il Parlamento ha approvato in via preliminare un provvedimento che renda perseguibile chi ne fa uso. Per dire (se i fautori della libertà di parola non avranno la meglio) chi osasse ancora definire “nazista” il rabbino Dov Lipman (fra i maggiori sponsor della legge restrittiva) – o chi postasse di nuovo l’immagine infamante del ministro delle Finanze nei panni di un ufficiale SS su Facebook, chi sfilasse un’altra volta con la stella gialla come i manifestanti ortodossi contro il supplemento di leva obbligatoria (nel senso di dire siamo come gli ebrei perseguitati dai nazisti), o ancora chi accostasse il nome di Hitler ai ministri per denunciare il trattamento riservato ai migranti africani – verrebbe sanzionato con una multa da  29 mila dollari se va bene, con 6 mesi di galera se va male.

Il principio che guida i sostenitori di una legge evidentemente liberticida è elementare: esistono parole ed epiteti nella lingua ebraica che consentono di non ricorrere a termini tabù in Israele. I contrari (il New York Times ne conta anche tra chi ha esperienza diretta dell’Olocausto) ammettono che esiste il problema (specie tra i giovani) ma proprio per questo è necessario affrontare un dibattito culturale senza la scorciatoia di una misura che lede la libertà di espressione, senza esagerazioni criminogene impossibili da sanzionare realisticamente. Non è così che si combatte, per fare un nome importante, un Fidel Castro che ebbe l’impudenza di sostenere che “la bandiera di Israele è la stessa di quella dei nazisti”.