Occupy Wall Street, indignati rischiano il carcere con Twitter

Pubblicato il 13 Marzo 2012 19:56 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2012 20:05

NEW YORK, 13 MAR – Basta ormai un 'tweet', un cinguettio – cioè un breve messaggino sul web -, per rischiare la galera negli Stati Uniti, soprattutto se si è un giovane indignato che sfrutta i social network per chiamare altri giovani ad occupare le piazze.

Anche loro al passo con i tempi, le autorita' americane non si limitano piu' a sfogliare faldoni di documenti per le loro indagini, ma passano al setaccio anche i messaggini da 140 caratteri. A finire nel mirino ancora una volta gli attivisti di 'Occupy Wall Street' (Ows).

La procura di New York ha infatti 'violato' la privacy degli utenti di Twitter chiedendo al social network la documentazione sull'account di un manifestante arrestato. L'ufficio del procuratore distrettuale ha spedito a Twitter un mandato di comparizione per l'attivita' sul social network di Jeff Rea, 31 anni, arrestato lo scorso ottobre durante l'invasione degli indignati del ponte di Brooklyn, a Manhattan.

La procura sta cercando di tracciare tutta l'attivita' su Twitter del giovane, da quando e' iniziata la protesta di Occupy Wall Street lo scorso 15 settembre fino al 31 ottobre 2011.

Rea non e' l'unico ad essere stato preso di mira dal procuratore distrettuale. Secondo fonti di stampa, la procura ha chiesto a Twitter l'accesso ai dati di altre persone arrestate nel corso degli scontri con la polizia, sempre lo scorso anno.

Gli indignati hanno risposto ancora una volta a colpi di 'tweet'. Rea ha infatti subito pubblicato sul suo profilo l'email mandatagli dalla direzione di Twitter che lo informava che la procura aveva chiesto l'accesso ai suoi dati. "Sono stato un tantino sorpreso – ha commentato Jeff -. E' interessante che in posti come l'Egitto i nostri leader plaudono all'uso di Twitter e altri social media per diffondere i loro movimenti e qui invece ricevo un mandato di comparizione per aver usato un social media'', per esprimere quanto garantito negli Usa dal primo emendamento della Costituzione Usa, cioè la libertà totale di espressione. Non e' ancora chiaro che tipo di prove la procura spera di ottenere dagli account di Twitter. Tuttavia, i legali di OWS spingono per far annullare il mandato di comparizione.

Rea e' uno dei circa duemila manifestanti del movimento nato per arginare gli abusi del capitalismo finanziario americano incriminati a Manhattan dall'inizio delle proteste. Sono quasi tutti accusati di reati minori, come quello di aver bloccato il traffico. ''Un pretesto per farci fuori'', sostengono molti di loro.