Offensiva Nato in Afghanistan

Pubblicato il 13 Febbraio 2010 11:39 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2010 11:39

Truppe Usa in Afghanistan

È iniziata oggi, sabato 13 febbraio, una grande offensiva delle truppe Nato contro l’ultima roccaforte dei talebani nella più violenta provincia dell’Afghanistan. L’attacco, che ha incontrato immediata resistenza, è l’inizio di una campagna per imporre il controllo del governo su aree dominate dai ribelli, prima che i militari americani comincino il ritiro nel 2011. L’offensiva rappresenta un vero e proprio banco di prova per la strategia del presidente Usa Barack Obama dopo la sua decisione di inviare nuove truppe nel Paese.

I marines Usa si sono scontrati con i talebani a Marjah, nella provincia di Helmand. Le truppe Usa sono sbarcate dagli elicotteri vicino alla cittadina, sparando almeno quattro razzi contro i miliziani, che li attaccavano dagli edifici. Almeno un marine è rimasto ferito da schegge. Dopo due ore l’area era ancora teatro di scontri a fuoco. Il primo obiettivo dei soldati è quello di conquistare il centro città. Nell’area abitano circa 100mila persone. «Le forze internazionali devono adottare procedure e meccanismi per proteggere i civili durante l’operazione a Marjah», ha avvertito in un comunicato il presidente afghano Hamid Karzai.

Agli elicotteri che trasportavano marines a Marjah, si sono aggiunte le truppe britanniche, che hanno attaccato la zona settentrionale del circostante distretto di Nad Alì, seguite da carri armati e unità del genio. «La prima fase dell’operazione sta procedendo con molto successo. I talebani hanno riempito la zona di trappole esplosive, ma finora non ci sono stati combattimenti duri», ha detto il governatore di Helmand, Gulab Mangal, in una conferenza stampa. «Abbiamo conquistato 11 posizioni-chiave nel distretto e la resistenza da parte degli insorti è stata soggiogata». L’operazione, che conta 15mila soldati, dovrebbe avere il nome di Mushtarak — «Insieme» — per sottolineare che le forze Nato e quelle afghane sono determinate a lavorare insieme per portare stabilità nel Paese.

Marjah è stato a lungo una zona di reclutamento per talebani e anche un’area di coltivazione del papavero da oppio. Gli abitanti potrebbero non essere a favore di un cambiamento radicale, anche se soggetti al dominio dei fondamentalisti islamici. L’Afghanistan da solo fornisce oltre il 90% della produzione mondiale di oppio illegale, l’ingrediente base per produrre eroina, e l’industria della droga, secondo i paesi occidentali, finanzia l’insurrezione contro il governo afghano e la Nato.