Olafur Sigurvinsson, dal finanziatore di Wikileaks soldi e jet privati a Snowden

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Giugno 2013 9:35 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2013 9:35
Olafur Sigurvinsson, dal finanziatore di Wikileaks soldi e jet privati per Snowden

Edward Snowden

REYKJAVIK – Il finanziatore di Wikileaks, Olafur Sigurvinsson, 48 anni, da circa una settimana si sta spendendo con tutti i suoi mezzi per salvare Edward Snowden. Fin dalla sua prima intervista al Guardian, la talpa dello scandalo Datagate aveva manifestato il desiderio di rifugiarsi in Islanda, terra delle libertà personali e di internet. Da allora Sigurvinsson si è attivato: ha organizzato 3 jet privati in 3 diversi aeroporti cinesi, gli ha inviato soldi e ha presentato domanda di asilo politico a Reykjiavik.

L’imprenditore islandese, proprietario di tre compagnie di software e web hosting e padre di 5 figli è un sostenitore di Wikileaks fin dal 2010 “quando gli Usa fecero pressione su Paypal e Amazon perché sospendessero i rapporti con Wikileaks”. Da quanto Snowden, che è incriminato per spionaggio, ha svelato i segreti della National Security Agency americana al mondo, Sigurvinsson ha deciso che avrebbe fatto di tutto per portarlo in Islanda. E continua a mandare soldi, tanti soldi.

Solo il volo privato da Hong Kong all’Islanda aveva un costo stimato di 40 milioni di corone islandesi, circa 250 mila euro. Mentre i tre jet per l’Islanda aspettavano Snowden, Wikileaks ha fatto richiesta di asilo per lui nel Paese, nella speranza che arrivassero delle garanzie del ministero dell’Interno: “Una conferma dell’asilo e che non verrà estradato negli Stati Uniti, e possibilmente anche la cittadinanza”, spiega Sigurnivsson. Ma dal governo islandese hanno risposto “che la sua domanda sarebbe finita alla fine della lista dei richiedenti, ci vorrebbero mesi. E poi ci sarebbero state pressioni politiche”.

Ora però la situazione sembra essere in fase di stallo: Snowden è intrappolato nell’aeroporto di Mosca perché gli Usa gli hanno annullato il passaporto e per la domanda di asilo all’Ecuador  potrebbero volerci settimane. Non è infatti solo un problema di soldi, ben più complicato è l’aspetto legale della vicenda.

L’isola spesso visitata da Assange e dove fuggì anche il campione di scacchi Bobby Fischer dopo aver violato le sanzioni Usa contro la Jugoslavia (partecipando ad un torneo) potrebbe insomma non essere ormai il porto più sicuro. Anche se il Partito dei Pirati ha già promesso protezione a Snowden, il governo – che ha virato a destra ad aprile – sta agendo con cautela per non inimicarsi Washington.

Sigurvinsson dal canto suo si dichiara nulla più che “un modesto sostenitore”. “Aiuto i bambini malati di cancro, ho adottato due minorenni in Africa attraverso l’Unicef, e allo stesso modo sostengo Wikileaks perché combattono per la libertà di espressione”.