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Olimpiadi. Attentati, ora Sochi fa davvero paura, allarme servizi sicurezza Usa

Terroristi ceceni

Terroristi ceceni

USA, NEW YORK – Ora Sochi fa paura davvero. L’offensiva terroristica in Russia a sei settimane dall’inizio delle Olimpiadi invernali non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. Nemmeno ai servizi americani, per i quali – sottolinea il New York Times – si tratta dei giochi più pericolosi da Atene 2004 in poi, quando ancora aleggiava lo spettro di al Qaeda e dell’11 settembre 2001. C’è una differenza però rispetto ad allora: gli 007 statunitensi in quell’occasione collaborarono attivamente alla sicurezza della manifestazione olimpica, fornendo al governo di Atene un forte sostegno in termini di risorse e di mezzi. Quell’aiuto che oggi la Russia ha invece in gran parte rifiutato.

E anche se dopo l’attentato alla maratona di Boston – ad opera di due cittadini ceceni – Washington e Mosca hanno tentato di migliorare la cooperazione sul fronte della lotta al terrorismo, la sensazione dei servizi americani sembra essere quella di non avere la situazione pienamente sotto controllo. Del resto a complicare il lavoro dell’intelligence Usa è una scarsa conoscenza diretta dei gruppi terroristici attivi nel Caucaso: l’attenzione degli 007 americani è concentrata più che altro in Paesi come il Pakistan o lo Yemen, considerati una minaccia maggiore per la sicurezza degli Stati Uniti.

Ecco dunque che dopo gli attentati di Volgograd – a meno di 700 chilometri da Sochi – i timori crescono, al di là di tutte le rassicurazioni che arrivano dal Cremlino. “Siamo convinti che le autorità russe faranno di tutto per rendere i giochi sicuri – si sottolinea negli ambienti dei servizi statunitensi – ma la Russia è un Paese molto grande. E le Olimpiadi per i gruppi terroristici sono un’occasione enorme per mettersi in mostra davanti al mondo”. La Casa Bianca, nell’esprimere la solidarietà al popolo russo, rilancia così l’offerta di una più stretta cooperazione per garantire la sicurezza di atleti e spettatori di Sochi 2014.

Quasi un appello. Ma l’allerta tra gli 007 Usa è massima. Gli scenari possono essere i più imprevedibili. Se le misure di sicurezza relative agli impianti sportivi della manifestazione sono tra le più rigide di sempre – con l’amministrazione Putin che ha investito oltre 50 miliardi di dollari – la preoccupazione è che i rischi aumentino ‘attorno ai Giochi’, ‘in periferia’, con i terroristi che potrebbero prendere di mira i cosiddetti ‘soft targets’: dagli hotel ai ristoranti, dai bar alle discoteche o ai teatri. Tutti quei locali che nel periodo delle Olimpiadi saranno affollati da migliaia di turisti e frequentati dagli oltre 2.500 atleti da tutto il mondo presenti alla manifestazione con amici e familiari.

Ma a preoccupare – ammette qualcuno – sono anche le operazioni di sabotaggio che i terroristi potrebbero aver pianificato durante i lavori per l’ammodernamento o la costruzione degli impianti sportivi: per esempio con ordigni piazzati nelle strutture e pronti ad esplodere azionando un telecomando. Del resto è quanto accadde nel 2004 nella capitale cecena, quando una bomba sistemata in un pilone esplose uccidendo una decina di persone, tra cui il presidente ceceno Akmadh Kadyrov.

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