Onu. Banca Mondiale, con la crisi 64 milioni di poveri in più nel mondo

Pubblicato il 20 settembre 2010 18:23 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2010 18:39

Robert Zoellick

La crisi ha fatto registrare, solo l’anno scorso, 64 milioni di poveri in più mentre il numero di coloro che soffre la fame è salito di 40 milioni. E’ il dato che arriva da Robert Zoellick, numero uno della Banca Mondiale. Intervenendo al Summit Onu per la lotta alla fame, alla povertà e all’Aids Zoellick ha lanciato, insieme al Fondo Monetario Internazionale, un appello alla ripresa. Perché senza la crescita dei paesi più ricchi gli obiettivi del millennio, entro il 2015, rischiano di essere disattesi.

”Questi numeri sono dovuti alla crisi” e segnano un passo indietro per raggiungere gli Obiettivi del Millennio, ha sottolineato Zoellick. ”Senza una crescita globale – ha aggiunto il direttore generale dell’Fmi, Dominique Strauss-Khan – gli sforzi per aiutare i Paesi in via di sviluppo rischiano di non essere efficaci”. Strauss-Kahn ha poi sottolineato che ”da qui al 2020, per via della crisi, ci saranno 70 milioni di persone in meno che riusciranno ad uscire dalla povertà rispetto alle previsioni che avevamo fatto”.

Strauss-Kahn ha poi spiegato che, oltre alla ripresa economica, per combattere fame e povertà bisogna rafforzare e rendere più efficaci gli aiuti ed aprire gli scambi commerciali. Strauss-Khan e Zoellick sono intervenuti dopo il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ha invitato i leader riuniti a New York a ”mantenere la promessa” di dimezzare la povertà. Ricordando che ”il bilancio dei Paesi ricchi non può essere disegnato sulle spalle dei poveri”, il segretario generale ha detto che ”la ripresa non può riportarci sul sentiero di prima, ingiusto e sbilanciato”.

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