Orfani di Haiti, l’Italia si muove per adottarli

Pubblicato il 16 Gennaio 2010 20:48 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2010 20:52

L’Italia si mobilita per tutti i bimbi che hanno perso i genitori ad Haiti. Sono tante le famiglie nostrane che si sono fatte avanti per salvare i piccoli che vagano tra le macerie di Port au Prince ad Haiti.

A darne notizia è il sottosegretario Carlo Giovanardi, presidente della Commissione per le adozioni internazionali.

Intanto, la direttrice di uno dei più grandi orfanotrofi di Haiti, che ospita 152 bambini, ha lanciato un appello ai governi di tutto il mondo affinchè possano accogliere subito gli orfani haitiani. I funzionari che si occupavano dei vari casi potrebbero essere infatti dispersi, feriti o impegnati nelle operazioni di soccorso e quindi i procedimenti per le adozioni sono bloccate.

Martedì la Commissione si riunirà e all’ordine del giorno ci sarà proprio questo problema. «Le adozioni ad Haiti – ha spiegato Giovanardi – vengono fatte soprattutto dai francesi. L’Italia ha solo un ente accreditato e l’anno scorso è stata fatta una sola adozione in quel Paese. Per altre due sono state avviate le procedure e stiamo verificando in queste ore cosa ne è stato dei due bambini interessati». Negli ultimi giorni, alla linea della Commissione sono giunte numerose telefonate ed e-mail di coppie che chiedono informazioni sulla possibilità di adottare minori provenienti da quel Paese, ma il sottosegretario ha invitato alla prudenza.

«Serve – ha sottolineato – un coordinamento internazionale. Non è pensabile che ogni Paese si muova per conto suo. È assolutamente indispensabile un raccordo per fare in modo che le procedure seguite, soprattutto in momenti di grande confusione come questi, offrano tutte le garanzie possibili per la sicurezza e la tutela dei minori». Martedì, ha aggiunto, «è previsto che la vice presidente della Cai presenti una relazione tecnica in modo che le indicazioni possano tradursi, nel più breve tempo possibile, in interventi concreti». In questi casi è necessario attendere che, nelle zone colpite dalla calamità, la situazione rientri nella normalità, affinchè siano ristabilite le condizioni per accertare l’effettivo stato di abbandono dei minori residenti nelle aree colpite (le cui famiglie potrebbero essere solo temporaneamente disperse) e le procedure di adozione degli orfani possano essere realizzate nel pieno rispetto delle norme nazionali e internazionali.

Colpito dal dramma dei bimbi haitiani anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «Mio figlio Leonardo, di 7 anni – ha raccontato – mi ha chiesto se possiamo far venire a casa nostra due bambini delle migliaia di Haiti che vagano per le strade dopo il terremoto. Se fosse per me a bordo della portaerei Cavour che probabilmente invieremo ricovererei solo bambini e penserei poi alla possibilità di adozione o di affido a cittadini italiani». Francesco Totti, ambasciatore Unicef, ha rivolto un appello attraverso un video-messaggio ed uno spot radiofonico: «dobbiamo tutti dare il nostro contributo per aiutare i bambini che sono rimasti soli, che hanno perso i loro genitori, che non hanno più una casa dove dormire, una scuola dove tornare».