Oxfam. Molestie e prostitute, sotto accusa il n° 1 Mark Goldring: “Sapeva degli abusi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2018 12:05 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2018 12:05
Oxfam, lo scandalo arriva alla testa: sotto accusa il direttore generale

Oxfam. Molestie e prostitute, sotto accusa il n° 1 Mark Goldring: “Sapeva degli abusi”

ROMA – Emergono nuove accuse nello scandalo sessuale di Oxfam  e nel mirino finisce il numero uno dell’organizzazione umanitaria, il chief executive Mark Goldring. Sul Times gli viene infatti imputato di essere stato messo a conoscenza in prima persona di altri asseriti abusi segnalati (in tempi più recenti) dall’ex garante interna per la tutela delle norme di comportamento Helen Evans, diventata una “talpa” nella vicenda, ma di averli ignorati.

Si tratta di episodi come le sospette molestie compiute contro una volontaria 14enne da parte di un dipendente adulto in uno dei negozi gestito dall’associazione nel Regno Unito per autofinanziarsi o come il presunto stupro di una donna da parte di un operatore in Sud Sudan. La Evans, che ha occupato il suo ruolo dal 2012 al 2015, ha affermato anche in una intervista televisiva che Goldring e i vertici di Oxfam avevano cancellato un incontro per discutere degli abusi compiuti dai funzionari della ong. Ieri si era dimessa la numero due dell’organizzazione, Penny Lawrence, ma la sua ‘testa’ potrebbe non essere l’unica a cadere.

Il direttore di Oxfam Italia: “Ora la lista nera”. “Non c’è stato alcun insabbiamento. È una triste vicenda che avevamo scoperto e punito con il licenziamento del personale coinvolto, notificandola alla Charity Commission, la commissione che sovraintende agli aiuti umanitari nel Regno Unito. La nostra vicepresidente si è dimessa perché è una persona molto seria. L’errore di non accorgersi che il dirigente delle operazioni di Haiti era già stato coinvolto in comportamenti analoghi in precedenza in Ciad è avvenuto sotto la sua supervisione”. A dirlo è Roberto Barbieri, direttore di Oxfam Italia, intervistato da Repubblica.

“Ad Haiti la prostituzione è illegale per chi la pratica e per i clienti. All’epoca abbiamo ricevuto un parere legale secondo cui una denuncia avrebbe messo a rischio l’incolumità delle vittime. Con il senno di poi, probabilmente è stato un errore. Ma non commesso per nascondere l’accaduto”, afferma Barbieri, secondo cui “questa storia deve spingerci a fare di più per impedire che questo sia possibile. Oggi non esiste una lista nera da far circolare fra le associazioni umanitarie. Dovremmo crearla”.

In un colloquio con il Corriere della Sera, Barbieri si dice “fiducioso sul fronte dei rapporti istituzionali, siamo stati chiamati a un incontro e ci siamo andati. Per quanto riguarda i donatori c’è un versante più preoccupante. Proprio in queste ore – spiega – avevamo in programma il lancio di una campagna sms su Mediaset e su Sky che sono state annullate. Ma spero si tratti di una misura temporanea”. conclude Barbieri.