Pablo Escobar, la moglie: “A 14 anni mi portò in una squallida clinica per abortire”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 novembre 2018 6:26 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2018 19:44
Pablo Escobar, la moglie: "A 14 anni mi portò in una squallida clinica per abortire"

Pablo Escobar, la moglie: “A 14 anni mi portò in una squallida clinica per abortire”

MEDELLIN – Maria Henao, vedova di Pablo Escobar, in un libro di memorie racconta di aver abortito a soli 14 anni, non era sicura di essere incinta ma il suo “principe azzurro” l’accompagnò in una squallida clinica. Nel libro “‘My Life and My Prison With Pablo Escobar” (La mia vita e la mia prigione con Pablo Escobar, ndr) rivela il segreto “che ho tenuto nascosto per anni”, racconta di essersi sdraiata su una barella mentre una donna anziana inseriva nel suo grembo diversi tubicini di plastica. 

Era convinta le stessero inserendo un contraccettivo, ma per diversi giorni ha sofferto di emorragia e forti dolori, in realtà si trattava di aborto. E’ la prima volta che Maria Henao racconta la sua vita accanto a uno dei criminali più spietati del mondo, più come vittima della violenza del capo del cartello di Medellin che complice di violazioni della legge.

Henao scrive che la prima volta che ha fatto l’amore con Escobar era “paralizzata” dalla paura, non si sentiva pronta ad avere un contatto così intimo. La vedova di Escobar sostiene di aver scritto il libro con la speranza che le giovani generazioni di colombiani possano vedere quanto sangue è stato versato in Colombia per il traffico di cocaina. Ma il libro offre anche uno sguardo sull’evoluzione di Escobar che da ladruncolo si è trasformato in uno dei fuggiaschi più ricercati al mondo.

Henao avrebbe incontrato Escobar a 12 anni, era cresciuta in una famiglia tradizionale nel distretto di Envigado vicino a Medellin e innamorandosi di Escobar, figlio di un povero guardiano, che girovagava per il quartiere con una Vespa e aveva 11 anni più di lei, aveva disobbedito ai genitori.

Durante il fidanzamento lui l’aveva riempita di regali, come una bicicletta gialla, e organizzato delle serenate romantiche. “Mi ha fatto sentire una principessa ed ero convinta che fosse il mio principe azzurro”, scrive. Ma fin dall’inizio ci sono state lunghe assenze non spiegate e ha spesso flirtato con altre donne.

Quando il re della cocaina ha iniziato ad accumulare una fortuna, è diventato anche manipolativo e paranoico, sostiene Henao ed insiste che è stata tenuta all’oscuro dei dettagli delle attività criminali. Scrive di essere sopravvissuta all’inferno della convivenza con Escobar creando un mondo alternativo dedicato ai due figli e collezionando opere di artisti come Dali e Rodin.

Nel 1984, dopo l’assassinio per mano del cartello di Medellin del ministro della Giustizia Rodrigo Lara, Escobar si nascose e ingaggiò una sanguinosa guerra con lo Stato, tra cui l’uccisione di un candidato presidenziale e l’esplosione di un jet di linea commerciale.

Per gran parte del decennio successivo, fino al 1993 alla morte di Escobar durante una sparatoria sul tetto con la polizia, i contatti della famiglia con il boss si limitarono a brevi visite in case sicure dove Henao e i figli arrivavano bendati e scortati dagli uomini di Escobar. In un’intervista con W Radio Colombia, Henao si è scusata con i colombiani per l’enorme danno che il marito ha causato alla nazione.

Ha detto di provare un misto di dolore, profondo imbarazzo e delusione nei confronti dell’uomo che è stato l’amore della sua vita ma che ha “scelto di sopportare tutto questo dolore per proteggere i miei figli”. Alla morte di Escobar, Henao aveva iniziato una frenetica ricerca di asilo in diversi paesi, temendo che i numerosi nemici avrebbero messo in atto una vendetta e ucciso i figli.

Dopo essere stati respinti da diverse nazioni, si sono stabiliti a Buenos Aires, in Argentina, e hanno cambiato nome. Ma il tentativo di condurre una vita relativamente normale è stato interrotto quando nel 1999 sono stati arrestati per riciclaggio di denaro. Quest’anno sono stati nuovamente incriminati per aver presumibilmente aiutato un trafficante di droga colombiano a riciclare denaro attraverso il settore immobiliare e un caffè noto per le esibizioni di tango. Henao ha respinto ogni accusa e insistito per l’ennesima volta che lei e i figli sono stati ingiustamente presi di mira per gli errori commessi dal padre.

La giornalista Maria Isabel Rueda, sul quotidiano El Tiempo ha scritto che il libro di Henao “non è quello di una vittima ma di una signora spudorata che sapeva perfettamente che lei e la famiglia nuotavano in un fiume d’oro preceduto da un’inondazione di morti”.