Pakistan. Attentati talebani a chiese cristiane, giornata di lutto

Pubblicato il 16 Marzo 2015 10:11 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2015 10:11
Manifestazione di cristiani in Pakistan

Manifestazione di cristiani in Pakistan

PAKISTAN, ISLAMABAD – La comunita’ cristiana del Pakistan osserva lunedi un giorno di lutto e dolore dopo il duplice attentato realizzato da kamikaze talebani in altrettante chiese di Lahore, che ha provocato domenica almeno 15 morti e 78 feriti.

Anche i governi delle province di Punjab e Sindh, riferisce Dunya Tv, hanno decretato una giornata ufficiale di lutto invitando la popolazione a solidarizzarsi con le famiglie delle vittime.

L’Associazione nazionale degli avvocati ha annunciato la propria adesione alla giornata di lutto, disponendo l’esposizione di bandiere nere all’esterno dei propri edifici in tutte le citta’, mentre i legali chiamati lunedi in tribunale si sono presentaticon una fascia nera al braccio.

Come annunciato domenica,inoltre, le scuole e le istituzioni cristiane saranno chiuse per tutta la giornata, mentre e’ in corso un piano di rafforzamento della sicurezza da parte della polizia e dei Rangers davanti a tutte le chiese del Paese dove sono previste funzioni funebri e di preghiera per le vittime.

Youhanabad, il quartiere di Lahore dove sono avvenuti gli attentati, e’ ancora in stato di shock e di paralisi. Tutti i mercati ed i negozi sono ancora chiusi, in attesa che in giornata si svolgano i funerali delle vittime. Dopo le manifestazioni avvenute domenica in varie citta’, lunedi gruppi di manifestanti sono scesi nuovamente in strada a Karachi, bloccando la Shahrah e Faisal, principale arteria della citta’.

Da parte sua il ministro pachistano per i Porti e la Navigazione, il cristiano Kamran Michael, ha rivolto un appello per la costituzione di una task force di protezione dei luoghi di culto. Incontrando la stampa, il ministro ha osservato che “i terroristi vogliono dividere la nazione e per questo la nazione intera deve lottare a livello individuale e collettivo per vincere ad ogni costo la guerra contro il terrorismo”.

Il ministro ha infine assicurato che le operazioni militari in corso continueranno fino alla “eliminazione dell’ultimo terrorista”.