Pakistan, kamikaze Isis al comizio elettorale: 132 morti e 200 feriti

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2018 1:55 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2018 1:55
Pakistan, kamikaze Isis al comizio elettorale: 132 morti e 200 feriti

Pakistan, kamikaze Isis al comizio elettorale: 132 morti e 200 feriti

LAHORE – Il terrorismo Isis entra di prepotenza nella campagna elettorale in Pakistan macchiandola di sangue. E’ successo durante un comizio in Baluchistan, dove un kamikaze si è fatto saltare in aria lasciando dietro di sé un bilancio pesantissimo: 132 morti e 200 feriti. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]

Tra meno di due settimane il Paese andrà alle urne per una tornata di elezioni politiche dai contorni assai tesi, stretta tra la minaccia del terrorismo di matrice islamica, le accuse di manipolazione da parte dei vertici militari e un controverso intervento dell’apparato giudiziario nazionale che ha portato alla condanna in carcere per l’ex premier Nawaz Sharif e sua figlia Maryam Nawaz.

L’attentato di oggi, venerdì 13 luglio, è stato rivendicato dall’Isis. Non è chiara la sorte del leader del Baluchistan Awami Party (Bap), Nawabzada Siraj Raisani, che partecipava alla manifestazione. Secondo una fonte del governo locale, sarebbe rimasto gravemente ferito. Secondo un’altra, invece, potrebbe essere morto. Appena 48 ore fa un altro kamikaze era entrato in azione a Peshawar mentre era in corso un’altra manifestazione in vista del voto del 25 luglio, uccidendo 20 persone – tra cui anche Haroon Bilour, un leader dell’Anp, partito nazionalista pashtun – e ferendone altre 60.

Sempre oggi, proprio in vista delle elezioni ha deciso di lasciare il suo esilio londinese e far rientro in patria l’ex premier Nawaz Sharif. Le autorità lo attendevano però al suo arrivo a Lahore per arrestarlo insieme alla figlia Maryam Nawaz. Su entrambi gravano pesanti condanne per corruzione. Rispettivamente 10 per lui e 7 anni per lei. Le condanne risalgono al 6 luglio scorso e costituiscono il primo verdetto emesso da un tribunale del Pakistan contro l’ex primo ministro che deve affrontare una serie di processi sin da quando il 28 luglio scorso è stato destituito dalla Corte Suprema del suo incarico di premier nell’ambito di un processo per uno scandalo legato ai cosiddetti Panama Papers.

Anche la figlia di Sharif, Maryam Nawasz, è stata condannata per una vicenda venuta alla luce per gli stessi Panama Papers, mentre il marito, Mohammad Safdar, è stato condannato ad un anno per aver dato false informazioni agli investigatori.