Pakistan: cristiano accusato di blasfemia ucciso in carcere da un poliziotto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2014 22:44 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2014 22:44
Pakistan: cristiano accusato di blasfemia ucciso in carcere da un poliziotto

Foto Ap

ROMA – Il pastore cristiano Zafar Bhatti, in prigione da due anni con l’accusa di blasfemia, è stato ucciso nella giornata di giovedì da un poliziotto nel carcere di Rawalpindi, in Pakistan. L’agente ha ucciso Bhatti, in attesa di processo, e ferito un altro uomo, Muhammad Asghar, condannato a morte con la stessa accusa. Lo riferisce l’agenzia vaticana Fides.

Bhatti era sotto processo dopo che un leader islamico lo ha accusato nel 2012 di inviare sms offesivi verso la madre del profeta Maometto. Secondo la famiglia e i suoi avvocati, qualcuno ha cercato di incastrarlo, usando il suo telefono. Come conferma a Fides Cecil Shane Chaudhry, direttore esecutivo della Commissione Nazionale “Giustizi a Pace” dei Vescovi pakistani (Ncjp), nelle ultime settimane Bhatti aveva ricevuto minacce di morte in carcere da detenuti e guardie e aveva avvisato le autorità carcerarie. Bhatti avrebbe dovuto presentarsi davanti a un tribunale di primo grado domani.

Come riferito a Fides, gli avvocati dell’Ong Claas (“Center for legal aid assistance and settlement”), che seguivano il caso, erano fiduciosi nel suo rilascio. A nome della Chiesa cattolica, Chaudhry condanna “il gesto terribile” e ricorda a Fides che “vi sono molti altri accusati in carcere, in attesa di processo, innocenti. Sono in pericolo solo perché vittime di accuse di blasfemia, spesso false: il governo deve tutelare la loro vita. Chiediamo che il colpevole venga assicurato alla giustizia”.

Secondo il “Centro per la ricerca e gli studi sulla sicurezza”, think-tank con sede a Islamabad, negli ultimi anni le accuse di blasfemia sono aumentate in modo esponenziale (un caso nel 2001, 80 nel 2011). Il vescovo di Faisalabad, Joseph Ashad, interpellato da Fides, afferma: “La legge di blasfemia legge viene abusata, le vittime sono i più deboli, cristiani e musulmani. Oggi è urgente una correzione per evitarne gli abusi”.