Pakistan, quando l’istruzione alimenta il terrorismo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 6:01 | Ultimo aggiornamento: 3 aprile 2018 17:07
Pakistan, quando l'istruzione alimenta il terrorismo (foto Ansa)

Pakistan, quando l’istruzione alimenta il terrorismo (foto Ansa)

ROMA – La diffusione dell’estremismo e il terrorismo commesso in nome della religione, nel mondo islamico hanno avuto molte connessioni con l’istruzione e gli istituti d’insegnamento.

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Tuttavia, i collegamenti tra istruzione ed estremismo-terrorismo sono in qualche modo molto strani. L’istruzione e le istituzioni che impartiscono la conoscenza, in qualsiasi società e paese la maggior parte delle volte, sono strumenti di civilizzazione, modernizzazione e, quindi, di pace e stabilità. Inoltre, gli istituti d’istruzione e gli insegnanti diffondendo consapevolmente le conoscenze, impediscono di coltivare tendenze radicali e atteggiamenti sociali estremisti. Ma in Pakistan le madrasse hanno invece contribuito all’aumento e alla proliferazione dell’estremismo e del terrorismo, scrive Raza Khan su The Express Tribune.

L’attenzione della cultura e del Governo pakistano, per quanto riguarda l’estremismo e il terrorismo in nome della religione, è stata puntata sul ruolo delle madrasse militanti. Tuttavia proprio perché un così alto numero di madrasse è emerso e prosperato, non è stata data la dovuta attenzione.

Ed è causa del totale fallimento dei governi e dei regimi successivi di fornire un’infrastruttura d’istruzione adeguata e curricula propositivi, nonché l’incapacità di formulare una politica estera valida, che sono nate migliaia di madrasse.

L’assenza di scuole e collegi, o quanto meno non in numero adeguato, ha costretto molti genitori a mandare i figli nelle madrasse. D’altra parte, a causa di una politica estera profondamente inadeguata, in particolare nell’era del generale Zia, 1977-88, il Pakistan è diventato un territorio di prima linea per combattere la resistenza antisovietica orchestrata dagli Stati Uniti in Afghanistan, per la quale in Pakistan è stato consentito di istituire migliaia di madrasse con l’obbiettivo di radicalizzare un gran numero di pakistani, afghani e musulmani di tutto il mondo al fine di combattere i russi in Afghanistan. Non trovando dunque luoghi accessibili dove far studiare i figli  per parecchi genitori la migliore opzione era quella di inserirli nelle madrasse il cui obiettivo era la militanza e non l’istruzione.
In Pakistan gli istituti scolastici sono rimasti svantaggiati nello svolgere la loro funzione primaria di diffusione della conoscenza. Il fallimento delle istituzioni d’istruzione può essere dimostrato statisticamente. Ad esempio, il tasso di alfabetizzazione dopo oltre 70 anni di indipendenza è appena più del 50%, mentre lo standard di insegnamento impartito dalle istituzioni scolastiche è stato penoso, commenta Raza Khan.
Una situazione che affonda le radici nella scarsa governance, dato che il Pakistan è uno degli unici 12 paesi al mondo che spende meno del 2% del PIL per l’istruzione. Un ragazzo pakistano medio riceve solo cinque anni di scolarizzazione, mentre la ragazza media solo due anni e mezzo. L’ONU nel 2004 ha assegnato al Pakistan il più basso “indice di istruzione” di qualsiasi paese al di fuori dell’Africa.

Le università pakistane occasionalmente hanno fornito le basi per le mobilitazioni e rampe di lancio per i movimenti politici liberali e di sinistra, ma nel complesso non hanno svolto le loro funzioni. Università e college invece di svolgere il loro ruolo sociale di educare la società attraverso i laureati, studiare e trovare soluzioni ai problemi sociali hanno subito profonde divisioni parrocchiali.
I partiti politici e i gruppi supportati dalle istituzioni durante la dominazione militare del generale Zia, non solo hanno minato la capacità delle madrasse di svolgere la loro funzione di miglioramento e sviluppo della società, ma sono diventate asili dell’estremismo come i conflitti etnici e la deriva settaria dell’Islam.

È importante sottolineare che, ben prima che le madrasse in Pakistan diventassero centri di addestramento militante e dell’estremismo, molte università e college erano già stati riempite di armi, munizioni e violenza se non di formazione militante. L’esempio della Punjab University, in cui un gruppo studentesco, l’Islami Jamiat-e-Tulaba (IJT), associato al Jamaat-e-Islami, da tempo ha fatto dell’università il suo fortino virtuale. Stessa cosa per l’Università di Karachi, dove l’estremismo e la violenza da parte dell’All Pakistan Muhajir Student Organization (APMSO) non solo hanno ostacolato le attività educative, ma hanno anche portato alla formazione di MQM. Gruppi come l’IJT hanno reclutato molti militanti dalle università per andare a combattere in Afghanistan e Kashmir. D’altra parte, ci sono indicazioni che, nonostante le madrasse abbiano fatto parte del problema dell’estremismo e del terrorismo, allo stesso tempo anche le scuole pubbliche hanno dato il loro contributo alla minaccia. A una studiosa americana, Christian Fair, che ha condotto ricerche approfondite sul duplice fenomeno dell’estremismo e del terrorismo in Pakistan, è stato detto da alcuni interlocutori pakistani che ben il 40% della militanza militante proviene dalle scuole pubbliche e dagli istituti di istruzione superiore del Pakistan