Pakistan, stuprano le cristiane per convertirle all'Islam

Pubblicato il 25 ottobre 2011 18:33 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2011 18:46

ISLAMABAD, 25 OTT – Sempre piu' ragazze cristiane in Pakistan sono costrette a convertirsi all'Islam dopo essere state stuprate o sequestrate da uomini musulmani che sono poi costrette a sposare contro la propria volonta'.

Lo scioccante fenomeno, denunciato da diverse organizzazioni non governative, sembra profondamente radicato nel Paese dove spesso sono calpestati i diritti delle minoranze etniche e religiose.

Il caso di Asia Bibi, la cattolica condannata a morte per blasfemia, e le uccisioni di esponenti governativi che l'hanno difesa, aveva gia' sollevato il velo sul fondamentalismo religioso dilagante nel Paese.

Adesso un allarmante rapporto di un'associazione di difesa dei diritti umani, Asian Human Right Commission, rivela un altro inquietante aspetto sulle conversioni forzate.

Almeno 700 donne ogni anno – secondo le stime – sono violentate o rapite da musulmani con l'obiettivo di costringerle ad abbandonare la loro fede. E' una sorta di ''pulizia etnico-religiosa'' che avviene tra l'indifferenza delle forze dell'ordine e dei tribunali locali che preferiscono chiudere un occhio di fronte ai soprusi, soprattutto quando sono coinvolti influenti personaggi o uomini di affari.

''Sembra che oggi nessuno, dalla polizia alla magistratura, e persino il governo, abbia il coraggio di opporsi alle minacce dei fondamentalisti'' si legge nel rapporto reso noto oggi dalla ong che ha sede ad Hong Kong e che si occupa di diritti umani in Asia.

La denuncia e' condivisa anche da altri gruppi che spesso hanno paura a far sentire la loro voce. I cristiani, in particolare, sono trattati come ''intoccabili'' in Pakistan. Le donne sono per la maggior parte addette alle pulizie.

La denuncia contiene un lungo elenco di abusi avvenuti negli ultimi mesi. Tra questi il caso di una ragazzina cristiana di 13 anni stuprata lo scorso agosto dal proprietario di una fornace di mattoni nella provincia del Punjab che impiega soprattutto cristiani. L'uomo, Muhammad Amin, e' entrato in casa della ragazza, figlia di un suo dipendente, mentre i genitori erano fuori per lavoro e l'ha violentata. Poi l'ha costretta a mettere le sue impronte digitali su un certificato di matrimonio per tutelarsi da un'eventuale denuncia.

Casi simili di stupri e rapimenti sono decine, e ogni volta le donne, soprattutto se rimangono incinte, sono obbligate ad sposarsi con il rito musulmano e a cambiare il loro nome cristiano. Quando la vittima si oppone rischia la vita, come successo lo scorso 12 ottobre a Zubaida Bibi, inserviente nella fabbrica di un musulmano. Come racconta il giornale Pakistan Christian Post, il ''padrone'' l'ha sorpresa in un bagno e dopo aver chiuso a chiave la porta ha iniziato a molestarla. Ma quando la donna ha resistito, l'ha uccisa sgozzandola con un coltello.

Anche la minuscola minoranza indu' vive nella costante paura di aggressioni. ''La vita per le minoranze e' sempre piu' miserevole – commenta all'ANSA Veer Jee Kolhi, un attivista -. Le conversioni forzate sono all'ordine del giorno'' specialmente nel Sindh dove di recente un leader religioso ha affermato di aver convertito all'Islam 40 mila ragazze indu'.