Il monito del Papa da Cipro: “in Medio Oriente fermiamoci o sarà un bagno di sangue”

Pubblicato il 6 Giugno 2010 10:56 | Ultimo aggiornamento: 6 Giugno 2010 11:06

Il Papa aCipro

Papa Benedetto XVI ha iniziato a celebrare la messa alla stadio coperto di Nicosia: qui, il Pontefice presenterà l’Instrumentum Laboris, il documento di base del prossimo sinodo vaticano sul Medio Oriente.

Ad accoglierlo, nonostante i numeri esigui dei cattolici a Cipro, circa 6 mila fedeli, in tripudio per l’incontro con il loro vescovo di Roma.

Durante l’omelia, Papa Benedetto XVI ha detto: “Abbattare le barriere tra noi e i nostri vicini è la prima premessa per entrare nella vita divina alla quale siamo chiamati”. Il pontefice ha anche rivolto una nuova esortazione ai cristiani mediorientali perché superino le loro differenze, siano capaci di portare “pace e riconciliazione dove ci sono i conflitti, ed offrire al mondo un messaggio di speranza”

Papa Benedetto XVI, presentando l’Instrumentum Laboris, il documento base del prossimo sinodo vaticano dedicato alla regione mediorientale,  ha espresso la speranza che i diritti dei cristiani, compreso il diritto alla libertà religiosa, siano sempre rispettati in Medio Oriente e che non abbiamo “giammai a soffrire di discriminazioni di alcun tipo”.

“Voi meritate la riconoscenza per il ruolo inestimabile che rivestite”, ha spiegato. “È urgente che la Comunità internazionale intervenga per porre fine alla tensioni in Terra Santa, prima che si arrivi ad un bagno di sangue”.

“Prego che i lavori dell’Assemblea Speciale aiutino a volgere l’attenzione della comunità internazionale sulla condizione di quei cristiani in Medio Oriente, che soffrono a causa della loro fede, affinché si possano trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che causano così tante sofferenze”.

“In merito a questa grave questione – ha proseguito – ripeto il mio appello generale per uno sforzo internazionale urgente e concertato al fine di risolvere le tensioni che continuano in Medio Oriente, specie in Terra Santa, prima che tali conflitti conducano a uno spargimento maggiore di sangue”.

A proposito di Israele, l’Instrumentum Laboris scrive:  “Da decenni, la mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese, il non rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e l’egoismo delle grandi potenze hanno destabilizzato l’equilibrio della regione e imposto alle popolazioni una violenza che rischia di gettarle nella disperazione”. Il testo ribadisce che l’occupazione israeliana è “un’ingiustizia politica imposta ai palestinesi”, che nessun cristiano può giustificare con pretese teologiche. Il conflitto israelo-palestinese è inoltre il “focolaio principale” dei vari conflitti mediorientali.

Intanto, c’è grande entusiasmo per la visita del Papa e profonda stima per le parole sono le note dominanti nei titoli dei giornali greco-ciprioti. “Dovete innalzarvi oltre l’ideologia” titola il domenicale in inglese Sunday Mail (indipendente), che nell’occhiello sottolinea come il Pontefice, nei suoi discorsi, abbia “esortato i politici a ricercare la verità “.

All’interno, sotto il titolo “La folla ruggisce Viva il Papa”, un ampio servizio sull’ “estatica accoglienza” riservata al Papa dalla comunità cattolica dell’isola. Dal Papa “un messaggio di amore e coraggio”, titola Simerini (Oggi, centro-destra) che sottolinea come, nel loro incontro, il Papa e l’arcivescovo Crisostomos II, abbiano espresso “il comune desiderio per il prosieguo del processo di riunificazione delle due Chiese”.

E, a parte, il giornale pubblica la nota scritta di suo pugno dal Papa sul libro degli ospiti del palazzo presidenziale: “Nell’occasione della mia visita a Cipro sono felice di invocare la benedizione di Dio per la pace e la felicità del presidente di Cipro e del suo popolo”.

Il quotidiano Machi (La lotta, estrema destra), mette invece in risalto il grande interesse dimostrato dal Papa per la sorte di centinaia di antiche icone scomparse dalle chiese nel Nord dell’isola dopo l’intervento militare turco di 36 anni fa che portò alla divisione di fatto di Cipro. E sottolinea pure come, in tutti i suoi discorsi, il pontefice sia diplomaticamente riuscito ad evitare qualsiasi riferimento diretto all’occupazione militare turca.

“Alla pace attraverso la verità ” è il titolo a sei colonne che Filelefteros (Amante della verità, centro-destra) dedica al messaggio lanciato da Pontefice “a tutti i popoli”.

Il quotidiano Politis (Il cittadino, centro-destra), da parte sua, mette in rilievo la grande apertura mentale di Papa Ratzinger titolando “Il Papa aperto a tutte le religioni” e rileva come il Pontefice “nei suoi discorsi tratti sempre tutti i problemi ad altissimo livello e con grande visione, facendo riferimenti agli antichi filosofi greci, a quelli islamici e a quelli cristiani”. Poi, in un trafiletto, racconta il piatto forte del menù del pranzo offerto al Papa in arcivescovado dal primate della Chiesa greco-ortodossa di Cipro: salmone con contorno di fagiolini.

La celebrazione è il momento centrale della terza e ultima giornata di Ratzinger a Cipro: a conclusione del rito, il pontefice pranzerà in nunziatura con i vescovi e i patriarchi della Regione e anche con il capo della Chiesa greco-ortodossa cipriota, Chrysostomos.

Nel pomeriggio visiterà la cattedrale maronita di Santa Maria delle Grazie e quindi si recherà all’aeroporto di Larnaka per la cerimonia di congedo. Il rientro a Roma è previsto per le 21 circa.