Condom, il Sant’Uffizio corregge il Papa: “La dottrina non cambia. No al preservativo”

Pubblicato il 21 Dicembre 2010 16:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2010 17:37

Papa Benedetto XVI

Le parole di Benedetto XVI sull’uso del profilattico, nel libro-intervista ”Luce del mondo” del giornalista Peter Seewald, ”non sono una modifica della dottrina morale né della prassi pastorale della Chiesa”. Lo afferma una nota della Congregazione per la Dottrina della fede sulla ”banalizzazione della sessualità”, a proposito di alcune interpretazioni date di quanto detto dal Papa.

”L’idea che dalle parole di Benedetto XVI si possa dedurre che in alcuni casi sia lecito ricorrere all’uso del profilattico per evitare gravidanze indesiderate è del tutto arbitraria e non risponde né alle sue parole né al suo pensiero”.

”Il Santo Padre non ha detto che la prostituzione col ricorso al profilattico possa essere lecitamente scelta come male minore, come qualcuno ha sostenuto. La Chiesa insegna che la prostituzione è immorale e deve essere combattuta”, spiega l’ex Sant’Uffizio.

”Se qualcuno – si legge ancora nella nota -, ciononostante, praticando la prostituzione e inoltre essendo infetto dall’Hiv, si adopera per diminuire il pericolo di contagio anche mediante il ricorso al profilattico, ciò può costituire un primo passo nel rispetto della vita degli altri, anche se la malizia della prostituzione rimane in tutta la sua gravità. Tali valutazioni sono in linea con quanto la tradizione teologico-morale della Chiesa ha sostenuto anche in passato”.

”Nella lotta contro l’Aids – avverte la Congregazione per la Dottrina della fede – i membri e le istituzioni della Chiesa cattolica sappiano che occorre stare vicini alle persone, curando gli ammalati e formando tutti perché possano vivere l’astinenza prima del matrimonio e la fedeltà all’interno del patto coniugale”. Al riguardo, aggiunge, ”occorre anche denunciare quei comportamenti che banalizzano la sessualità, perché, come dice il Papa, proprio questi rappresentano la pericolosa ragione per cui tante persone nella sessualità non vedono più l’espressione del loro amore”.

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