Papa Francesco. Torino: Sindone, Marchionne, disoccupati, immigrazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Giugno 2015 9:48 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2015 16:20
Papa Francesco a Torino: "Serve un patto sul lavoro". La diretta

(Foto Ansa)

TORINO – Papa Francesco è a Torino, in una delle città industriali del Nord Italia, e parla di lavoro e immigrazione. Qui resterà fino a lunedì. E si tratta di una visita dal grande significato. Jorge Maria Bergoglio ha origini piemontesi. Suo padre è stato battezzato nella chiesa torinese di Santa Teresa. In questi due giorni, quindi, gli impegni ufficiali si incroceranno con quelli privati.

Ore 10:21. PAPA IN PIAZZA VITTORIO – Il Papa è arrivato in piazza Vittorio Veneto, dove alle 10:45 ha celebrato la messa solenne davanti a decine di migliaia di persone entusiaste. L’accesso alla piazza, regolato ai varchi con metal detector, è terminato alle 9 di questa mattina. Molti i cartelli alzati dai fedeli per testimoniare la loro presenza. Ai balconi della piazza sono state appese alcune bandiere bianco-gialle, i colori del Vaticano, tra la folla sventolano bandierine delle Filippine con la scritta “Lolo Kiko” (nonno Francesco) ed altre dell’Argentina. Numerosi gli striscioni artigianali: tra questi, il saluto in dialetto piemontese, “Cerea Papa Francesco” dei “Salesiani di Chieri, Don Bosco nel cuore”.  A Torino il cielo è terso ed il clima è moderatamente caldo, ma ventilato.

Ore 9:17. VISITA ALLA SINDONE – Papa Francesco, concluso l’incontro col mondo del lavoro, ha fatto ingresso nel vicino Duomo di San Giovanni, dove dallo scorso 19 aprile è esposta la Sindone. Papa Francesco ha pregato per alcuni minuti, poi dopo il segno della croce si è alzato e si è avvicinato alla teca che custodisce la sindone toccandola con la mano destra.

Ore 9:13. STRETTA DI MANO CON MARCHIONNE –  Dopo il suo intervento il Papa è sceso dal palco in piazzetta Reale ed ha salutato le autorità. Il primo a stringere la mano al Pontefice è stato l’a.d. di Fca Sergio Marchionne. Quando l’immagine di Marchionne è comparsa sui maxischermi, dalla piazza si è levato qualche fischio. Subito dopo Marchionne, a salutare il pontefice è stata la moglie di John Elkann, Lavinia Borromeo.

Ore 8:57. OPERAIE: “GRAZIE PER ATTENZIONE ALLE DONNE” –  “Le sono grata per l’attenzione che ha sempre avuto verso il lavoro delle donne, gli orari, il salario”. Così la giovane operaia della Maserati, Alessandra, che in piazzetta Reale, a Torino, ha portato la seconda testimonianza del mondo del lavoro nell’incontro con papa Francesco. La giovane operaia ha ricordato di essere stata in cassa integrazione “per diverso tempo” e di essere sposata con un uomo “senza lavoro da tre anni, che ora fa il mammo dei nostri due figli di 12 e 6 anni”.    “Le nostre nuove generazioni – ha detto Alessandra – vivono una condizione complicata sperando che qualcosa accada. Ed io che ora ho ritrovato il lavoro continuo ad essere solidale verso chi è in cassa integrazione, chi è precario”.

Ore 8:56.  “NO ALLE COLLUSIONI MAFIOSE E ALLE TANGENTI” – Il Papa fa ancora un richiamo contro la corruzione. Parlando a rappresentanti del mondo del lavoro Francesco ha detto: “No alle collusioni mafiose, alle truffe, alle tangenti”. “Siamo chiamati a ribadire il ‘no’ a un’economia dello scarto”, “no all’idolatria del denaro”, “no alla corruzione”, “no all’inequità che genera violenza”.

Ore 8:55- L’APPELLO DEL LAVORATORE – “Non sempre riesco a portare la croce col sorriso, Papa Francesco preghi per me”. E’ la richiesta rivolta al Pontefice da Fabrizio, florovivaista tra i testimoni del mondo del lavoro intervenuti in Piazzetta Reale. “Le assicuro la mia preghiera, ma la sua mi aiuti a essere un bravo padre e a conciliare l’impegno del lavoro con quello di educare i miei figli”.

Ore 8:52.  “LAVORO NECESSARIO PER LA PERSONA UMANA” – “Esprimo la mia vicinanza ai giovani disoccupati, alle persone in cassa-integrazione o precarie; ma anche agli imprenditori, agli artigiani e a tutti i lavoratori dei vari settori, soprattutto a quelli che fanno più fatica ad andare avanti”. Sono le prime parole del Papa a Torino dove sta incontrando il mondo del lavoro.  “Il lavoro non è necessario solo per l’economia, ma per la persona umana, per la sua dignità, per la sua cittadinanza e per l’inclusione sociale”, ha detto il Papa aggiungendo che “Torino è storicamente un polo di attrazione lavorativa, ma oggi risente fortemente della crisi: il lavoro manca, sono aumentate le disuguaglianze economiche e sociali, tante persone si sono impoverite e hanno problemi con la casa, la salute, l’istruzione e altri beni primari”. In questa crisi, “che è globale e complessa, non si può solo aspettare la ripresa. Il lavoro è fondamentale, lo dichiara fin dall’inizio la Costituzione Italiana, ed è necessario che l’intera società, in tutte le sue componenti, collabori perché esso ci sia per tutti e sia un lavoro degno dell’uomo e della donna. La crisi economica ha aggravato le differenze tra ricchi e poveri: ci sono “pochi che, malgrado la crisi, si arricchiscono, senza curarsi dei tanti che si impoveriscono, a volte fino alla fame”.  La crisi economica ha aggravato le differenze tra ricchi e poveri: ci sono “pochi che, malgrado la crisi, si arricchiscono, senza curarsi dei tanti che si impoveriscono, a volte fino alla fame”. Lo ha detto Papa Francesco incontrando a Torino il mondo del lavoro. Bisogna dire “no” alla cultura dello scarto che esclude i poveri, i bambini, gli anziani, i giovani. Lo ha detto il Papa facendo notare: “Quello che non produce si esclude a modo di ‘usa e getta’. Oggi vorrei unire la mia voce a quella di tanti lavoratori e imprenditori nel chiedere che possa attuarsi anche un ‘patto sociale e generazionale’, come ha indicato l’esperienza dell’Agorà, che state portando avanti nel territorio della diocesi. Mettere a disposizione dati e risorse, nella prospettiva del ‘fare insieme’, è condizione preliminare per superare l’attuale difficile situazione e per costruire un’identità nuova e adeguata ai tempi e alle esigenze del territorio”, ha aggiunto

I MIGRANTI – “L’immigrazione aumenta la competizione” nel mondo del lavoro “ma i migranti non vanno colpevolizzati, perché essi sono vittime dell’inequità, di questa economia che scarta e delle guerre”. Il Papa chiede di vedere i migranti come “vittime”. E parlando a braccio a Torino, durante l’incontro con il mondo del lavoro, ha detto: “Fa piangere vedere lo spettacolo di questi giorni, in cui esseri umani vengono trattati come merci”.

LE DONNE – I diritti delle donne “vanno tutelati con forza perché le donne, che pure portano il maggior peso nella cura della casa, dei figli e degli anziani, sono ancora discriminate, anche nel lavoro”, ha detto il Papa nel suo primo discorso nella visita pastorale a Torino. Il Papa sottolinea il valore della famiglia all’indomani della manifestazione dei cattolici a Roma. “Mi è piaciuto che voi tre – ha detto il Papa rivolgendosi ai rappresentanti del mondo del lavoro – abbiate parlato di famiglia, dei figli e dei nonni, non dimenticate questa ricchezza”. Figli e nonni sono “la forza” per andare avanti, i figli il futuro, i nonni la memoria.

LE BANCHE –  Se si vuole attivare un circuito virtuoso nel mondo dell’economia occorre “riattivare una solidarietà tra generazioni”. Lo ha detto il Papa facendo un appello al mondo del credito e imprenditoriale. Occorre “aprire concrete possibilità di credito con nuove iniziative, attivare un costante orientamento e accompagnamento al lavoro, sostenere l’apprendistato e il raccordo tra le imprese, la scuola professionale e l’Università”.

Ore 8:45.  L’IMPRENDITORE CHE SALUTA IL PAPA – E’ un piccolo imprenditore tessile, Filiberto, il primo a portare i saluti a Papa Francesco nell’incontro con il mondo del lavoro a Torino. “Molte sono state le offerte di produrre all’estero, alcune allettanti, ma non ho mai pensato di lasciare senza stipendio coloro che per anni sono stati al mio fianco”, ha detto l’imprenditore prendendosi l’applauso della piazza. “Non nascondo che dopo sette anni di crisi, qualche momento di sconforto c’è stato la fede e la famiglia unita sono state la nostra forza. Grazie a queste cose e a un po’ di sano ottimismo la speranza non è mai mancata. E ci voleva un Francesco come lei”.

Ore 8:39. Sono numerose le persone scese in strada per salutare il pontefice, che sta raggiungendo Piazzetta Reale, dove è previsto l’incontro con il mondo del lavoro. “Ti vogliamo bene”, lo striscione esposto al Sermig, l’Arsenale della Pace di Ernesto Olivero.

Ore 8:27.  C’è anche l’amministratore delegati di Fca, Sergio Marchionne, all’incontro di Papa Francesco col mondo del lavoro, primo appuntamento della visita torinese del Pontefice, atteso dall’aeroporto. Marchionne è in prima fila, in Piazzetta Reale. Tra gli ospiti Alfredo Altavilla, responsabile Fca per la Regione Emea, il presidente della Camera di Commercio di Torino Vincenzo Ilotte, il presidente di Confindustria Piemonte Gianfranco Carbonato. Presente Lavinia Elkann, moglie del presidente di Fca John Elkann, che è invece in America. Un lungo applauso ha accolto il Papa.

Ore 8:00. Papa Francesco è arrivato a Torino. L’aereo con a bordo il pontefice è atterrato all’aeroporto di Torino Caselle. Ad accoglierlo all’aeroporto l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il sindaco del capoluogo piemontese Piero Fassino e il prefetto Paola Basilone. Bergoglio raggiungerà il centro in auto. Lungo il tragitto, ad attenderlo, ci sono già numerose persone.

(Foto Ansa)