Papa Francesco bussa a favelas di Rio: “Non essere insensibili a disuguaglianze”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2013 17:12 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2013 17:13
Papa Francesco bussa a favelas di Rio: "Non essere insensibili a disuguaglianze"

Papa Francesco bussa a favelas di Rio: “Non essere insensibili a disuguaglianze” (foto Lapresse)

RIO DE JANEIRO -‘‘Busso a questa favela che oggi rappresenta tutti i rioni del Brasile”, ”avrei voluto bussare a ogni porta, dire buongiorno, chiedere un bicchiere d’acqua fresca, prendere un ‘cafezinho’, parlare come amici di casa, ascoltare il cuore di ciascuno, dei genitori, dei figli, dei nonni.. ma il Brasile è così grande”. Così papa Francesco parla alle centinaia di residenti in festa nel sobborgo di Verhinha, a nord di Rio de Janeiro.

Il pontefice ha salutato i residenti, giocando con i bambini e muovendosi senza ombrello per le viuzze, nonostante la pioggia incessante. Papa Francesco ha benedetto la chiesina di San Girolamo Emiliani, dedicata al patrono dei diseredati. I bambini accorsi tra le sue braccia gli hanno regalato una sciarpa del San Lorenzo, sua squadra del cuore argentina. Bergoglio è poi entrato in una baracca per conoscere una famiglia: ne ha scelta una per tutti, l’ha benedetta, ha preso con loro un caffè, prima di uscire e proseguire per le vie della baraccopoli.

L’accoglienza è particolarmente calorosa nella comunità, ‘pacificata’ recentemente ma dove il narcotraffico, secondo i media locali, sarebbe ancora presente. E proprio di accoglienza ha parlato il pontefice nel suo discorso: ”E’ importante saper accogliere, è ancora più bello di qualsiasi abbellimento o decorazione”.

Salito sul palco, installato in un campo di calcio, le sue prime parole sono rivolte ai giovani “non scoraggiatevi mai” nonostante la “corruzione da persone che, invece di cercare il bene comune, cercano il proprio interesse”. “Non perdete la speranza“, ha detto, “la realtà può cambiare, l’uomo può cambiare”, “cercate per primi il bene comune”.

Poi, citando il documento di Aparecida sul fatto che la Chiesa ”è avvocata della giustizia e difensore dei poveri contro le disuguaglianze sociali ed economiche intollerabili che gridano al cielo”. La Chiesa, ha aggiunto ”desidera offrire la sua collaborazione ad ogni iniziativa che possa significare un verso sviluppo di ogni uomo e di tutto l’uomo”.

In cima alla baraccopoli, trionfo della forte sperequazione sociale, papa Francesco ha rinnovato il suo “appello” forte a non restare “insensibili alle diseguaglianze sociali” e a “chi possiede più risorse, alle autorità pubbliche e agli uomini di buona volontà impegnati per la giustizia sociale”, per un “mondo più giusto e solidale”.