Papa Francesco chiede perdono in Cile per la pedofilia. Gli indios mapuche bruciano altre chiese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2018 14:05 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2018 14:11
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Papa Francesco chiede perdono in Cile per la pedofilia. Gli indios mapuche bruciano altre chiese

ROMA – Papa Francesco chiede perdono in Cile per la pedofilia. Gli indios mapuche bruciano altre chiese. “Qui non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato a bambini da parte di ministri della Chiesa”. Lo ha affermato Papa Francesco, salutato da un applauso, nel suo discorso alle autorità e alla società civile del Cile al Palazzo della Moneda.

“Desidero unirmi – ha aggiunto – ai miei fratelli nell’episcopato, perché è giusto chiedere perdono e appoggiare con tutte le forze le vittime, mentre dobbiamo impegnarci perché ciò non si ripeta”.

Altre tre chiese incendiate ieri notte. Altre tre chiese cattoliche sono state incendiate nella notte in Cile, nelle ore seguenti l’arrivo del Papa. Lo rendono noto i media locali. Due chiese colpite si trovano a Cunco, località a 700 km da Santiago, nella regione dell’Araucania, che Francesco visiterà domani. Secondo fonti dei vigili del fuoco, le due chiese sono state andate distrutte contemporaneamente.

L’altro incendio ha riguardato la parrocchia della Madre della Divina Provvidenza a Puente Alto, nella periferia di Santiago. In tutto sono 9 le chiese attaccate in questi giorni. Per quanto riguarda la parrocchia della Madre della Divina Provvidenza a Puente Alto, nella periferia di Santiago, secondo testimonianze raccolte fra i vicini, un gruppetto di cinque persone ha lanciato bombe incendiarie contro la porta della chiesa e sono anche state bruciate bandiere del Cile e del Vaticano. Con questi nuovi attentati sale a nove il numero di chiese che hanno subito attacchi, soprattutto incendiari, in concomitanza con la visita di Francesco in Cile.

Sei comunità indigene di etnia mapuche avevano infatti annunciato mobilitazioni per chiedere la restituzione delle terre della zona di Maquehue, uno dei luoghi di visita del pontefice. Gli indigeni hanno criticato il vescovo Hector Vargas per aver negato loro il dialogo, dopo aver fallito un tavolo di trattativa con il governo cileno, che cerca di impedire manifestazioni durante la messa che il Papa celebrerà nella base aerea di Maquehue.

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