Papa Francesco ha un ghost-writer. Stefano Disegni getta la maschera: “Sono io”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Gennaio 2015 12:25 | Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2015 15:41
Papa Francesco ha un ghost-writer. Stefano Disegni getta la maschera: "Sono io"

Papa Francesco ha un ghost-writer. Stefano Disegni getta la maschera: “Sono io”

ROMA – Papa Francesco ha un ghost-writer. Stefano Disegni getta la maschera e gioca con il paradosso: “Sono io”. Un pugno a chi offende la madre, un calcio dove non batte il sole ai corrotti, fate figli ma non come conigli…Ma chi gliele scrive a Papa Francesco queste battute fulminanti? Sul Fatto Quotidiano, il noto autore di strip satiriche Stefano Disegni getta la maschera: sono io il ghost-writer del papa. I due utilizzerebbero un codice segreto talmente palese da risultare indecifrabile al resto del mondo: Disegni pubblica una vignetta, Francesco, che lo chiamo con familiarità “El Lapiz” (il matita) la fa sua e a suo modo la restituisce qualche giorno dopo.

Ormai si può dire: domenica scorsa, nella mia strip su questo giornale, in una vignetta facevo esclamare a Francesco “te do una pedada ne los marrones”. Due giorni dopo il Pontefice se n’è uscito dicendo che ai corrotti bisogna dare “un calcio dove non batte il sole”. Mica penserete che sia un caso. E così adesso vengono inevitabilmente a galla tutti i precedenti, uno dopo l’altro.

“Papa Guevara” facevo sibilare rabbiosamente in un’altra strip a un cardinale ricchione, imbufalito perché Francesco sosteneva che la Chiesa deve essere povera tra poveri, schierata in difesa della giustizia sociale. Due giorni dopo, eccotelo, Francesco che, consultato il testo della strip, ha concordato sul concept (credetemi, lo so: un ghost-writer knows his chicken), ma ritenendo ancora prematuro issare la bandiera rossa in cima al Cupolone, s’è affrettato a dire “essere dalla parte della giustizia sociale non vuol dire essere comunisti” che è come dire “io con Guevara ci sarei andato dagli Appennini alle Ande in sella alla Poderosa, ma adesso sono il Papa e in questo covo di serpi devo procedere coi piedi di piombo e le mutande zincate”

[…] Del “buon cattolico che non fa figli come i conigli” non ne parlo neanche. Con tutte le strip che ho fatto su Santa Madre Chiesa e i preservativi, l’avevate già capito da soli. Non è difficile essere il ghostwriter di questo Papa. È un ragazzo sveglio, non c’è da spiegargli niente, a volte ho addirittura la sensazione di essere preceduto, di trovarmi a essere io quello che insegue.

Come con la storia dei cazzotti: il suo discorso sulla libertà di satira e l’insulto ai simboli quando il mondo per questo potrebbe prendere fuoco, io glielo avevo scritto sul Fatto qualche giorno prima, da bravo ghostwriter. Ma il cazzottone in faccia se ti toccano mamma è tutta roba sua, io non me lo sarei neanche immaginato. E confessiamo anche questa: per la strip sul Papa pugile, che pare sia piaciuta alle masse, i ruoli erano invertiti, il ghost-writer era lui. (Stefano Disegni, Il Fatto Quotidiano)

 

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