Papa, una preghiera per i detenuti: “Anche Dio è un carcerato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2013 13:28 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2013 13:36

Udienza generale di Papa FrancescoROMA – “Anche Dio è un carcerato, non rimane fuori dalla cella”, “è dentro con loro, anche lui è un carcerato, dei nostri egoismi, dei nostri sistemi, delle tante ingiustizie che è facile” applicare “per punire i più deboli, mentre i pesci grossi nuotano liberamente nelle acque”. Lo ha detto il Papa a braccio nella udienza a 150 cappellani delle carceri italiane.

Anche il Signore è stato “carcerato dai nostri egismi, dai nostri sistemi, dalle tante ingiustizie. È facile punire i più deboli, mentre i pesci grossi nuotano. Recentemente – ha continuato – avete parlato di una giustizia di riconciliazione, ma anche una giustizia di speranza, di porte aperte, di orizzonti, questa non è una utopia, si può fare, non è facile perché le nostre debolezze sono dappertutto, il diavolo è dappertutto, ma si deve tentare”.

Il Papa ha raccontato che gli capita di telefonare ad alcuni carcerati a Buenos Aires e si chiede: “Perché lui è lì e non io?”. “Mi domando: perché lui è caduto e non io? Le debolezze che abbiamo sono le stesse… È un mistero che ci avvicina a loro”.