Papa Francesco, l’augurio di Natale: “Siamo tutti fratelli, anche tra nazioni e religioni diverse”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 dicembre 2018 13:39 | Ultimo aggiornamento: 25 dicembre 2018 19:17
Papa Francesco, l'augurio di Natale: "Siamo tutti fratelli, anche tra nazioni e religioni diverse"

Papa Francesco, l’augurio di Natale: “Siamo tutti fratelli, anche tra nazioni e religioni diverse”

ROMA – “Siamo tutti fratelli, anche tra persone di idee e religioni diverse”. Questo l’augurio di Papa Francesco nel suo messaggio Urbi et Orbi, alla città di Roma e al mondo, per il Santo Natale 2018.

Il papa auspica accoglienza e dialogo perché la fraternità è la “verità che sta alla base della visione cristiana”. Senza fraternità “i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto”. “La salvezza passa attraverso l’amore, l’accoglienza, il rispetto per questa nostra povera umanità che tutti condividiamo in una grande varietà di etnie, di lingue, di culture, ma tutti fratelli in umanità!”.

“Questo Natale ci faccia riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano tutti i popoli – ha detto ancora il pontefice – Consenta a Israeliani e Palestinesi di riprendere il dialogo e intraprendere un cammino di pace che ponga fine a un conflitto che da più di settant’anni lacera la Terra scelta dal Signore per mostrare il suo volto d’amore”. 

Un pensiero va anche “all’amata e martoriata Siria” perché possa “ritrovare la fraternità dopo questi lunghi anni di guerra. La Comunità internazionale si adoperi decisamente per una soluzione politica che accantoni le divisioni e gli interessi di parte, così che il popolo siriano, specialmente quanti hanno dovuto lasciare le proprie terre e cercare rifugio altrove, possa tornare a vivere in pace nella propria patria”.

Bergoglio si rivolge anche “allo Yemen, con la speranza che la tregua mediata dalla Comunità internazionale possa finalmente portare sollievo ai tanti bambini e alle popolazioni stremate dalla guerra e dalla carestia”. “Penso poi all’Africa – ha detto ancora Francesco – dove milioni di persone sono rifugiate o sfollate e necessitano di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare. Il Divino Bambino, Re della pace, faccia tacere le armi e sorgere un’alba nuova di fraternità in tutto il continente”.

“Le nostre differenze non sono un danno o un pericolo, sono una ricchezza”, ha spiegato il Papa con una metafora bellissima. “Come per un artista che vuole fare un mosaico: è meglio avere a disposizione tessere di molti colori, piuttosto che di pochi!”.

“Il Bambino piccolo e infreddolito che contempliamo oggi nella mangiatoia protegga tutti i bambini della terra ed ogni persona fragile, indifesa e scartata. Che tutti possiamo ricevere pace e conforto dalla nascita del Salvatore e, sentendoci amati dall’unico Padre celeste, ritrovarci e vivere come fratelli!”, ha concluso.