Sedici battesimi in Sistina. Il Papa: ‘Vero educatore mai possessivo’

Pubblicato il 8 Gennaio 2012 17:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Gennaio 2012 18:52

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN – ''Educare e' molto impegnativo, a volte arduo per le nostre capacita' umane, sempre limitate''. Ma c'e' una ricetta che non va mai dimenticata: non essere mai possessivi, non tentare di legare a se' le persone, perche' appartengono a qualcun altro. Nella tradizionale messa in Sistina per i battesimi, il Papa riflette sul ruolo dell'educatore, sull'essere genitori e figli. Sedici i neonati, bambini di dipendenti vaticani, che sono stati battezzati da Benedetto XVI e che ogni tanto, durante la celebrazione, hanno fatto sentire i loro vagiti.

''La prima e principale educazione avviene attraverso la testimonianza'' e il ''battesimo e' la prima scelta educativa'', ha detto il Pontefice nell'omelia. Quanti educando devono ''essere al tempo stesso teneri e forti, usare dolcezza e fermezza, tacere e parlare al momento giusto, rimproverare e correggere nella giusta maniera''. Ma soprattutto, ''il vero educatore non lega le persone a se', non e' possessivo'', perche' ''vuole che il figlio, o il discepolo, impari a conoscere la verita', e stabilisca con essa un rapporto personale''. La verita', ricorda il Papa, e' Dio che ''vuole darci cose buone da bere e da mangiare, cose che ci fanno bene; mentre a volte noi usiamo male le nostre risorse, le usiamo per cose che non servono, anzi, che sono addirittura nocive. Dio vuole darci soprattutto Se stesso''. In questa prospettiva, Dio e' la fonte, da cui gli adulti per primi, a cominciare dai genitori, devono alimentarsi ''altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori – ha rimarcato il Pontefice – non sono la fonte, come anche noi sacerdoti non siamo la fonte: siamo piuttosto come dei canali, attraverso cui deve passare la linfa vitale dell'amore di Dio''. Per i battesimi, in Sistina e' stato collocato un fonte battesimale fatto preparare dall'Ufficio delle celebrazioni liturgiche Pontificie, realizzato dal teologo padre Salvatore Vitiello e dall'architetto Alberto Cicerone. Un'opera in bronzo e oro che rappresenta un albero poggiante su una roccia.

Sul tema del battesimo il Papa e' tornato anche all'Angelus, per ricordare che la condizione di figli ''ci accomuna tutti. Non tutti siamo genitori, ma tutti sicuramente siamo figli''. ''Venire al mondo non e' mai una scelta. Ma durante la vita, possiamo maturare un atteggiamento libero nei confronti della vita stessa: possiamo accoglierla come un dono e, in un certo senso, 'diventare' cio' che gia' siamo: diventare figli''.