Papua, dicono “scimmia” a uno studente: scontri e 26 morti VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2019 14:12 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2019 14:12
Scontri e morti a Papua

Scontri a Papua (Foto Ansa)

GIAKARTA – Almeno 26 persone sono morte e oltre sessanta sono rimaste ferite negli scontri divampati a Papua, provincia indonesiana sull’Isola di Nuova Guinea, dopo che si è diffusa la voce che uno studente indigeno, di etnia e lingua completamente diverse da quelle giavesi, era stato definito “scimmia” da un insegnante. La polizia locale ha definito la notizia dell’insulto una bufala diffusa dai rivoltosi come pretesto, ma non è riuscita a fermare gli scontri. 

I manifestanti hanno appiccato incendi e assaltato negozi, case e automobili nella città di Wamena, nel distretto di Jayawijaya. Le autorità hanno dovuto anche chiudere l’aeroporto cittadino. Molte delle vittime sono morte nei roghi appiccati ad abitazioni e negozi. 

Nelle scorse settimane la tensione nell’enorme provincia ricca di risorse naturali e minerarie era già salita, con scontri che avevano provocato vittime. Il territorio è stato annesso dall’Indonesia negli anni Sessanta con un referendum farsa, e da anni la popolazione – oltre a diversi gruppi militanti armati – chiede il diritto all’autodeterminazione. (Fonte: Ansa)