“Parmesan”: formaggi italiani tarocchi nel mondo sono il doppio degli originali

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2015 18:22 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 18:22
"Parmesan": formaggi italiani tarocchi nel mondo sono il doppio degli originali

“Parmesan”: formaggi italiani tarocchi nel mondo sono il doppio degli originali

ROMA – I formaggi che l’Italia esporta nel mondo corrispondono a 44.500 tonnellate ogni anno. Ma i “tarocchi”, prodotti che richiamano gli originali italiani pur non essendolo, sono il doppio: 100mila tonnellate di prodotti in circolazione sui mercati internazionali. L’europarlamentare Paolo De Castro ha fornito i numeri nell’ambito dell’incontro tra il direttore consorzi Parmigiano Reggiano, Riccardo Deserti, e la Commissione Europea: ancora non è stato trovato un modo efficace per contenere i “tarocchi”.

Negli Stati Uniti, ad esempio, il 99% dei formaggi di tipo italiano sono “tarocchi”. Il loro nome richiama esplicitamente prodotti italiani, da “Fontiago” a “Parmesan”, ma di italiano c’è solo quello. E’ quanto emerge da uno studio presentato da Coldiretti a Expo. La produzione di imitazioni dei formaggi italiani – sottolinea la Coldiretti – nel 2014 ha raggiunto negli Usa il quantitativo record di quasi 2.228 milioni di kg, con una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni, tanto da aver superato addirittura la stessa produzione di formaggi americani come Cheddar, Colby, Monterrey e Jack.

Tra i formaggi italiani Made in Usa più gettonati – rileva la Coldiretti – ci sono la mozzarella (79%), il Provolone (7%) e il Parmesan (6%), con quasi i due terzi della produzione realizzata in California e Wisconsin mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. La produzione di Parmesan statunitense ha raggiunto i 144 milioni di kg, circa la metà di quello originale realizzata in Italia. Peraltro le esportazioni di formaggi italiani originali si sono fermate nel 2014 a circa 28 milioni di kg, pari a un -6% rispetto all’anno precedente, “anche a causa della concorrenza sleale delle imitazioni” conclude Coldiretti.