Parmigiano italiano “made in Bielorussia”: contrabbando anti-sanzioni in Russia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 9:37 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 9:37
Parmigiano italiano "made in Bielorussia": contrabbando anti-sanzioni in Russia

(Foto Ansa)

MOSCA – Parmigiano in confezioni originali italiane, ma con etichetta che assicura “made in Bielorussia“. E il prezzo che per questo formaggio sale del 20%. Questo l’effetto delle sanzioni alla Russia da parte dell’Unione europea, con gli chef di Mosca che pagano a caro prezzo per avere il parmigiano che, assicurano i bielorussi, producono loro.

Il Secolo XIX scrive:

“aumenta la diffusione in Russia, soprattutto nei ristoranti, del più famoso formaggio italiano sigillato in confezioni rigorosamente originali ma indicanti la Bielorussia come Paese di produzione. Lo ammettono sotto anonimato molti chef, ma basta fare un giro di Mosca per trovare sempre più frequentemente, anche sui marciapiedi, l’annuncio «Parmesan», con numeri di telefono che aiutano ad acquistarlo”.

A prezzi rincarati, naturalmente.

“A consentire il «contrabbando» di parmigiano è il fatto che Minsk non ha recepito l’embargo russo sui prodotti agroalimentari europei, pur facendo parte dell’Unione doganale con Mosca e Astana. Così molti prodotti sanzionati da Mosca entrano legalmente in Bielorussia e poi arrivano in Russia senza controlli doganali, con false etichette dell’ex repubblica sovietica”.

Nonostante le autorità bielorusse abbiano assicurato che gli oggetti posti sotto sanzione non saranno passati alla Russia, c’è già un florido contrabbando:

“Per i ristoranti comunque il problema non sembra tanto l’approvvigionamento di prodotti sanzionati quanto l’aumento dei loro prezzi: per il Parmigiano «made in Belarus» sino al 20%. Sul Parmigiano aveva fatto la sua ultima scommessa anche McDonald’s in Russia, con spot televisivi che reclamizzavano un nuovo burger a base del noto formaggio italiano: la catena di fast food Usa è però rimasta vittima della guerra delle sanzioni, finendo nel mirino delle autorità russe, che hanno chiuso diversi locali, ufficialmente per violazioni sanitarie”.

Serghiei Lavrov, ministro degli Esteri russo, ha dichiarato:

“«Quanto al parmigiano, qualsiasi genere di formaggio può essere prodotto se si investe in sforzi e conoscenza. Questo non è un problema».

E gli unici formaggi concessi, al momento, sono quelli svizzeri:

“Il Consorzio Grana Padano ha dovuto intanto rinunciare alla campagna sui treni ad alta velocità Mosca-San Pietroburgo, dove era prevista la distribuzione di campioni gratuiti ai passeggeri. Per il momento, l’unica alternativa “legale” ai russi golosi di formaggio sono i prodotti svizzeri, che esulano dalla “guerra” con l’Ue”.