Pechino, bandito fumo nei luoghi pubblici anche all’aperto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Giugno 2015 13:05 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2015 13:05
Pechino, bandito fumo nei luoghi pubblici anche all'aperto

Foto LaPresse

PECHINO- Duro colpo per i cinesi, popolo di incalliti fumatori: Pechino chiude alle ‘bionde’ in tutti i luoghi pubblici, anche all’aperto, per provare ad arginare un’abitudine che produce oltre un milione di morti all’anno. L’inasprimento del bando anti-sigarette nella capitale è una nuova puntata della guerra che le autorità hanno avviato da qualche anno – e con grande fatica – in tutto il Paese, dove la cultura del fumo è profondamente radicata e conta ben 300 milioni di ‘consumatori’.

Il divieto a Pechino da  comprende uffici, centri commerciali, ristoranti e aeroporti, ed anche stadi, cortili delle scuole e parchi. Anche le multe per i trasgressori subiranno un robusto aumento: 200 yuan (32 dollari), rispetto ai 10 in vigore fino ad oggi. Sanzioni salatissime anche per i ristoratori ed i responsabili delle aziende, che dovranno pagare fino a 1.600 dollari se non faranno rispettare il bando. Unica possibilità per gli irriducibili, le circa 600 ‘zone franche’ che verranno allestite vicino alle fermate degli autobus. Il ‘Dragone cinese’ e le sue grandi città da anni devono fare i conti con un forte inquinamento determinato dall’impetuosa crescita economica che va ad aggiungersi ai danni provocati dal tabacco. L’Organizzazione mondiale della Sanità stima che il tumore al polmone uccida più di 1,3 milioni di persone all’anno, un terzo del totale mondiale: oltre ai 300 milioni di fumatori, infatti, altri 740 milioni sono esposti al fumo passivo.

I limiti alle sigarette imposti finora non hanno prodotto risultati molto incoraggianti. Lo stesso governo ha sempre incassato un imponente gettito fiscale dalla vendita del tabacco, un’industria molto forte che dà lavoro a milioni di persone. Il boom della spesa sanitaria, tuttavia, ha indotto le autorità a inasprire l’approccio, cercando di imporre uno stile di vita che si avvicini a quello di altri Paesi nei quali il divieto di fumo in pubblico è una realtà consolidata da tempo. La battaglia, però, si annuncia ancora lunga. Secondo un’indagine dell’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, più di 50 milioni di stecche sono state vendute in Cina l’anno scorso, con un incremento del 37% rispetto agli anni precedenti, anche perché la bassa tassazione permette di comprare un pacchetto a non più di un dollaro. Il fenomeno, tra l’altro, colpisce sempre di più i giovani: solo il 38% delle rivendite espongono il divieto di vendita ai minori, e nella maggior parte dei casi gli studenti non incontrano nessun ostacolo per comprare l’agognato pacchetto..

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