Pena di morte in Cina: condanna “sospesa” ad un funzionario corrotto

Pubblicato il 23 luglio 2010 8:14 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2010 8:32

Un alto funzionario del governo del Guangdong, nel sud della Cina, ha ricevuto una condanna a morte ”sospesa” per due anni da un tribunale di Chongqing. Lo afferma l’agenzia Nuova Cina. Chen Saoji, 65 anni, è stato accusato di aver favorito in cambio di ingenti somme di denaro le attività dell’imprenditore Huang Guangyu, il fondatore dell’impresa di elettrodomestici Gome, condannato in precedenza a 14 anni di prigione per affari illegali, truffa in Borsa e per aver pagato tangenti.

In Cina le numerose condanne a morte – migliaia secondo le organizzazioni umanitarie internazionali – vengono eseguite in genere pochi giorni dopo essere state approvate dalla Corte Suprema di Pechino, l’ultima istanza di giudizio.

La ”sospensione” significa che la condanna viene riconsiderata al termine del periodo previsto. In genere una sospensione termina con la trasformazione della condanna a morte in un ergastolo.

Sia Chen che Huang, secondo la stampa di Hong Kong, erano legati alla fazione politica dell’ex-presidente Jiang Zemin, rivale dell’attuale detentore della massima carica Hu Jintao.