Pena di morte, due esecuzioni in Giappone: le prime con il governo del Partito Democratico

Pubblicato il 28 luglio 2010 8:26 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 8:26

Keiko Chiba

Il boia torna in azione in Giappone con due esecuzioni capitali, le prime eseguite sotto il governo del partito Democratico (DpJ), salito al potere lo scorso settembre.È stato lo stesso ministro della Giustizia, Keiko Chiba, da sempre attivista contro la pena di morte, ad annunciarlo in conferenza stampa e a precisare di aver presenziato all’esecuzione di Kazuo Shinozawa e Hidenori Ogata, condannati per omicidio plurimo.

”Ho presenziato alle esecuzioni di oggi perché credo sia mio dovere – come persona che lo ha ordinato – seguire tutto il processo”, ha spiegato Chiba, aggiungendo – in base a quanto riferito dall’agenzia Kyodo – che è stata probabilmente la prima volta che un ministro della Giustizia ha partecipato a una esecuzione.

Rifiutandosi di esprimere le sue posizioni personali sul tema della pena di morte, Chiba ha ribadito la piena disponibilità a promuovere un comitato ministeriale che approfondisca l’argomento, ad esempio, permettendo ai mezzi di informazione di visitare la camera della morte del carcere di Tokyo.

L’ultimo caso di pena di morte eseguita nel Sol Levante, con il record di tre impiccagioni (tra cui un cittadino cinese), risaliva al 28 luglio 2009, quando il governo era guidato dai Liberaldemocratici, ora all’opposizione.

Chiba, componente storica della Lega parlamentare contro la sentenza capitale lasciata dopo l’incarico di governo, aveva tenuto un atteggiamento di estrema cautela dal momento del sua designazione alla carica di ministro Guardasigilli, avviando quella che era stata ritenuta come una ”moratoria di fatto”. Alle elezioni di rinnovo parziale del Senato, il ministro ha mancato però la rielezione e dovrà, in base alle previsioni, essere sostituita al governo nell’ambito di un rimpasto piu’ ampio atteso a settembre, subito dopo le elezioni interne del partito Democratico.