Per lo Spiegel l’Olocausto è stata una faccenda europea. E la Polonia si sente chiamata in causa

Pubblicato il 27 maggio 2009 15:33 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2009 15:38

La scorsa settimana Spiegel ha cercato di comprendere quale fosse stato il ruolo dei collaboratori europei all’Olocausto, prendendo spunto dal processo all’ucraino John Demjanjuk, responsabile dell’assassinio di 29mila ebrei nel campo di concentramento di Sobibor in Germania. L’editoriale del settimanale dal titolo «Il continente nero: gli aiutanti di Hitler sparsi per l’Europa», ha toccato un nervo scoperto: Spiegel aveva scritto, che gli uomini come Demjanjuk «hanno fino ad ora ricevuto sorprendentemente poca attenzione». Ciò sarebbe avvenuto malgrado molti cittadini esteri avessero preso parte allo sterminio dei sei milioni di ebrei.

L’articolo ha scatenato una tempesta di critiche in Polonia, il Paese accusato insieme alla Lituania di aver avuto il maggior numero di persone colluse col nazismo e con il più grande sterminio della storia. Qui politici e mass media, hanno accusato la rivista di  cancellare le responsabilità dei tedeschi. Questa settimana Spiegel pubblica molte delle lettere ricevute dai suoi lettori sparsi in quella parte di Europa e nel resto del mondo.

«Caro Spiegel online, come membro di una famiglia che ha vissuto in Unione Sovietica e che aveva parenti in tutta l’Europa orientale, devo ammettere che anche dopo la seconda guerra mondiale l’antisemitismo ha continuato ad esistere e non solo in Germania. Prendete, ad esempio, il pogrom a Kielce in Polonia, dove dopo il 1964 sono state sterminati 40 ebrei».

Il dibattito appassiona molti lettori, che anzi aggiungono molta «carne al fuoco».

«Caro Spiegel online – scrive un altro lettore, – questo è il momento in cui anche la Polonia deve prendere un grande bel respiro per fare un piccolo passo indietro per venire a patti con la storia, come è accaduto per il resto del mondo».

Se qualche lettore ha questa posizione mentre per altri c’è il rischio del ritorno del razzismo e dell’antisemitismo in Europa e nel mondo, tra le lettere pubblicate prevale una profonda indignazione. «Sono profondamente disgustato da questo articolo. Avete dimenticato voi del Spiegel cosa è stato l’essere occupati da una nazione estera che aveva una cosa grande come l’Olocausto da gestire. I tedeschi sono responsabili per l’Olocausto e per le altre milioni di persone uccise durante la Seconda Guerra Mondiale. Essi sono anche in qualche modo responsabili per gli anni di isolamento che i Paesi dell’Europa orientale hanno subito dopo la guerra».

«Vedo una differenza tra un povero frustrato e stupido agricoltore che vive in una foresta e un intero sistema creato da uomini educati e consapevoli. Questa è la differenza tra i cittadini polacchi e gli uomini del Terzo Reich che hanno progettato l’Olocausto. Per questa ragione non vorrei mai veder pubblicato un articolo come questo. L’autore e l’ editore si dovrebbero vergognare».