Russia. Stato di emergenza nella regione di Perm: la siccità ha dimezzato il raccolto previsto

Pubblicato il 5 agosto 2010 16:15 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2010 16:54

La regione di Perm ha dichiarato lo stato di emergenza dopo che gli agricoltori hanno annunciato che il raccolto previsto è dimezzato a causa della siccità, e ha avviato una richiesta per l’importazione di 70 mila tonnellate di grano. Non solo. Vladimir Putin ha annunciato proprio oggi che, a causa della siccità, dal 15 agosto al 31 dicembre saranno bloccate tutte le esportazioni russe di mais, orzo, segale e derivati. Minacciati dalla siccità, erosi dagli incendi, i raccolti in Russia saranno inferiori di molto a quanto previsto. E se anche a noi mancherà il grano, lo dovremo a uno dei “migliori amici” di Berlusconi.

La corrispondente della radio russa Komsomolskaya Pravda, Anna Malysheva, ha riferito che le ultime piogge risalgono a più di un mese fa e che il governo del Perm è stato costretto a dichiarare lo stato di emergenza a causa della siccità, non a causa degli incendi che divampano nel resto della Russia e che stanno provocando gravi disagi.

Gli incendi interessano il Nord della regione e sono tenuti sotto controllo dalle autorità. Il problema risiede nella totale assenza di piogge dell’ultimo mese, che ha causato gravi danni alle coltivazioni. Le prime colture a risentirne sono state quelle di verdure e cereali.

Il Ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che sarà possibile raccogliere 40 mila tonnellate di patate, cioè la metà del raccolto previsto per questo periodo, e che sta completando il resoconto sulle perdite subita dai produttori agricoli locali.

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