Perù, 140 bambini e 200 lama: l’antico sacrificio di massa per placare El Nino

di Caterina Galloni
Pubblicato il 8 Marzo 2019 7:16 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2019 8:55
Perù, 140 bambini e 200 lama: il sacrificio di massa per placare El Nino

Perù, 140 bambini e 200 lama: il sacrificio di massa per placare El Nino (foto Ansa)

ROMA – In Perù, nel sito archelogico di Huanchaquito-Las Llamas, sulla costa settentrionale del Perù, sono stati ritrovati i resti di 140 ragazzini, tra i 5 e i 14 anni, e di 200 giovani lama risalenti al XV° secolo e secondo gli esperti il sacrificio potrebbe essere stato un tentativo per placare gli dei di fronte alla catastrofe naturale de El Niño. Si tratterebbe del più grande sacrificio rituale di massa di bambini di epoca precolombiana, nel rito a molti bambini e ai lama era stato asportato il cuore. 

Gli esperti ritengono che la violenza de El Niño avesse causato terribili inondazioni e tempeste, tali da spingere al sanguinoso sacrificio durante il massimo splendore della civiltà Chimu nel nord del Perù costiero, fiorita tra l’XI e il XV secolo d.C. Il sito di Huanchaquito-Las Llamas è un’area di 7.000 mq situata a meno di mezzo miglio dalla capitale Chan Chan di Chimu, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

L’antico impero controllava un territorio lungo 600 miglia lungo la costa del Pacifico e le vallate interne del moderno confine Perù-Ecuador, prima che l’impero degli Inca prendesse il potere. John Verano, professore di antropologia all’Università di Tulane e un autore dello studio, ha dichiarato: “Il sito apre un nuovo capitolo sulla pratica del sacrificio infantile nel mondo antico. Prima d’ora non avevamo mai visto nulla di simile e non c’era alcuna indicazione da fonti etnostoriche o resoconti di sacrifici di bambini o lama così grandi nel nord del Perù costiero”.

I risultati anatomici e genetici, pubblicati sulla rivista PLOS One, dicono che tutti i corpi, compresi quelli degli animali, mostravano chiaramente che alle vittime era stata aperta la cavità toracica per asportare il cuore. 

I sacrifici umani e animali erano in uso presso varie culture antiche e spesso erano parte di riti funebri, architettonici o spirituali. “La presenza di uno spesso strato di fango sul terreno sabbioso in cui sono stati sepolti i bambini e i lama, così come la presenza di impronte umane e animali lasciate mentre il fango era ancora bagnato, indicano che il sacrificio è stato fatto poco dopo precipitazioni e inondazioni intense, in una regione che in condizioni normali è arida, con poche piogge”, osserva Gabriel Prieto dell’Universidad Nacional de Trujillo, in Perù, e a capo del team.   

Secondo Prieto è verosimile che quella catastrofe sia stata una conseguenza di un evento ENSO (El Niño-Southern Oscillation), il periodico fenomeno di riscaldamento delle acque del Pacifico centro-meridionale, particolarmente intenso e avvenuto fra il 1400 e il 1450.

Fonte: The Daily Mail