Un rilevatore di radioattività per controllare il pesce: i controlli dei ristoranti di lusso americani

Pubblicato il 7 Aprile 2011 9:12 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2011 9:12

NEW YORK – Un apparecchio tecnologico, praticamente un “detector”, per controllare e stimare la presenza di radioattività nel pesce. Questa la strategia dei ristoranti più lussuosi di New York per fronteggiare l’emergenza ittica in seguito alla nube proveniente dal Giappone.

Ha cominciato Le Bernardin, ristorante tre stelle Michelin sulla 51esima Strada vicino alla Settima Avenue. Il suo chef Eric Ripert è stato il primo in tutta Manhattan ad equipaggiarsi del “detector” portatile di radiazioni atomiche. Subito dopo l’incidente alla centrale di Fukushima in Giappone, Le Bernardin aveva sospeso l’acquisto di hamachi e kampachi, due varietà di pesce importate da Tokyo per i suoi antipasti crudi in stile sashimi. Ma non basta. Per maggiore precauzione, ogni mattino all’arrivo del pesce fresco dal mercato entra in azione il rilevatore di radioattività.

“Nessuno sa fin dove possono arrivare le acque contaminate”, è stato l’annuncio lapidario di Monsieur Ripert. Come riporta Repubblica, se in passato nei ristoranti il salutismo aveva ispirato i menù col conteggio delle calorie, o la “V” e il cuoricino per segnalare i piatti vegetariani anti-colesterolo, l’ultimo grido è la lotta alle radiazioni. Vista la pubblicità data al gesto di Le Bernardin, altri ristoratori celebri corrono ai ripari, guai a essere da meno. Scott Rosenberg, proprietario del ristorante di sushi Yasuda, fa sapere al New York Times che anche lui ha ordinato il rilevatore di radiazioni, e metterà sul sito Internet del suo locale un notiziario quotidiano sui risultati dei test.

A Berkeley, Lee Nakamura che gestisce il Tokyo Fish Market ammette che in media un cliente su cinque vuole essere rassicurato sul rischio radioattivo. Lui garantisce che i suoi fornitori nipponici fanno tutti i controlli alla partenza. Sempre in California la grande azienda agricola Earthbound Farm, uno dei maggiori produttori di verdure “organiche” (cioè dell’agricoltura biologica) ha una preoccupazione di altra natura: la radioattività può viaggiare nell’acqua, nelle piogge, nei fertilizzanti prodotti con farina di pesce.

Perciò il responsabile sanitario di Earthbound Farm, Will Daniels, ha ordinato a sua volta il detector nucleare per controllare quotidianamente se appaiono radiazioni nel terreno, nelle lattughe o nei pomodori. I primi test condotti dall’autorità federale, la Food and Drugs Administration, hanno effettivamente trovato tracce di radioattività in aumento  –  ma ancora a livelli considerati non pericolosi per la salute  –  nell’aria, nell’acqua, e nel latte di mucca dall’Arizona alla California.