Petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman, giallo sulle mine: Usa pubblicano un video, l’armatore giapponese nega

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 14 giugno 2019 9:11 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2019 9:47
Petroliere attaccate nel Golfo dell'Oman, giallo sulle mine: Usa pubblicano un video, l'armatore giapponese smentisce

Petroliere attaccate nel Golfo dell’Oman, giallo sulle mine: Usa pubblicano un video, l’armatore giapponese smentisce (Foto Ansa)

MILANO – E’ giallo sugli attacchi alle petroliere nel Golfo dell’Oman. Gli Stati Uniti accusano l’Iran di averle colpite e pubblicano un video che mostrerebbe l’equipaggio di una motovedetta iraniana mentre rimuove una mina inesplosa da una delle due navi. Teheran respinge “categoricamente” ogni accusa mentre l’armatore giapponese della Kokuka Courageous smentisce l’ipotesi mine, dice di aver visto “oggetti volanti” prima dell’esplosione ma allo stesso tempo afferma che il suo equipaggio ha visto una unità iraniana nelle vicinanze.

Ad un mese esatto da un attacco simile a quattro petroliere al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, le esplosioni che si sono verificate giovedì 13 giugno stanno alzando pericolosamente la tensione attorno allo stretto di Hormuz, da dove passa quasi un terzo del petrolio commerciato via mare. I primi effetti si sono visti a livello finanziario, con il prezzo del greggio schizzato con aumenti oltre il 3,5%. Ma potrebbe andare molto peggio. 

Da un lato gli Stati Uniti (e la loro protetta Arabia Saudita), dall’altro l’Iran, sostenuto dalla Russia. Dopo le rinnovate sanzioni di Donald Trump per il saltato accordo sul nucleare e l’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane nella lista dei gruppi terroristici, il premier giapponese Shinzo Abe era andato a Teheran proprio per cercare di mediare tra le due parti. E mentre era a colloquio con la guida suprema Ali Khamenei è scoppiato il caso delle petroliere colpite, al momento non si sa bene da cosa. 

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Gli Stati Uniti hanno parlato di siluro e di mine, l’armatore giapponese smentisce, dice che la sua nave, la Kokuka Courageous, è stata colpita da proiettili, ma parla di motovedetta iraniana. Teheran smentisce ogni coinvolgimento e attacca a sua volta il vecchio ‘Grande Satana’: “La guerra economica degli Stati Uniti e il terrorismo contro il popolo iraniano, nonché la loro massiccia presenza militare nella regione sono stati e continuano ad essere le principali fonti di insicurezza e instabilità nel Golfo Persico”, ha tuonato, con riferimento alla mobilitazione militare americana nel Golfo degli ultimi mesi.  

Il governo giapponese continua nel suo tentativo di mediazione e procede con i piedi di piombo in qualunque attribuzione. “Al momento attuale non sappiamo chi ha compiuto l’incursione, e come si è svolta”, ha detto il ministro dei Trasporti, Keiichi Ishi. Ma i toni del segretario di Stato americano Mike Pompeo, che parla di un “insulto al Giappone” con l’aggressione alla nave giapponese Kokuka Courageous non placano certo gli animi. 

Quel che è certo è che la mediazione di Abe si fa sempre più difficile, come ha spiegato Khamenei: “Non abbiamo dubbi sulla buona volontà e la serietà di Shinzo Abe, ma non considero Trump una persona che merita uno scambio di messaggi. Non ho alcuna risposta da dargli e non gli risponderò. La Repubblica islamica non si fida degli Stati Uniti”. 

Abe è tornato a Tokyo con la rassicurazione che Teheran non intende cercare l’atomica. “Siamo contrari alle armi nucleari e i nostri verdetti religiosi proibiscono di costruirle. Ma si sappia – ha chiarito Khamenei – che se mai le volessimo, gli Stati Uniti non potrebbero farci nulla”. (Fonti: Asahi Shimbun, Al Jazeera, The New York Times)