Petrolio: tensioni tra Argentina e GB su caso Falkland. Chavez si appella la Regina

Pubblicato il 22 Febbraio 2010 13:31 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2010 13:31

L’intenzione della Gran Bretagna di iniziare le esplorazioni per estrarre il petrolio nei fondali circostanti le isole Falkland sta riaccendendo le tensioni con l’Argentina. La settimana scorsa il governo di Buenos Aires ha ordinato a tutte le imbarcazioni dirette verso le isole (chiamate dagli argentini Malvine) di chiedere preventivamente il permesso alla navigazione nelle proprie acque. Secondo il Paese sudamericano infatti le perforazioni violerebbero la sovranità territoriale. Domenica, il ministro degli Esteri, Jorge Taiana ha portato la questione al Gruppo dei paesi Latinoamericani e caraibici che si è riunito per due giorni a Cancun.

L’Argentina si attende una presa di posizione unitaria e compatta degli Stati Sudamericani di condanna delle operazioni di trivellazione inglesi. L’appello di Taiana è stato subito accolto dal presidente venezuelano Hugo Chavez che nel corso della trasmissione Alo Presidente si è rivolto direttamente alla regina Elisabetta II esortandola a consegnare le isole all’Argentina.

«Il tempo dell’impero è finito – ha detto Chavez – E’ necessario che le Malvinas tornino agli argentini. Se dovesse scoppiare un nuovo conflitto l’Argentina non sarà lasciata sola. Il controllo britannico dell’arcipelago è irrazionale e anti-storico».

Dopo il Venezuela anche il Nicaragua si è schierato al fianco dell’Argentina e secondo il quotidiano argentino Clarin sarebbe pronta una dichiarazione congiunta dei 33 paesi che fanno parte del gruppo per protestare contro la Gran Bretagna. Dal canto suo il Primo ministro Gordon Brown si è detto “fiducioso” che la questione sarà risolta per via diplomatica.

Qualche tempo fa il quotidiano inglese The Sun ha stimato che dai fondali delle Falkland potrebbero essere estratti 60 miliardi di barili di greggio. In quell’occasione il giornale uscì con un titolo emblematico, “Falkland Oilands”, e sottolineava, per rendere l’idea, che la maggior riserva petrolifera del mondo, quella di Ghawar in Arabia Saudita contiene 80 miliardi di barili. Che i fondali circostanti le isole fossero ricchi di petrolio era cosa nota ma negli anni passati i progetti di esplorazione erano stati accantonati a causa dei costi eccessivi. Ora però le tecnologie consentono costi di estrazione minori.

Quattro le compagnie britanniche coinvolte nelle prospezioni: Rockhopper Exploration, Desire Petroleum, Falkland Oil and Gas, Borders and Southern Petroleum. David Hudd, presidente della Holding Falkland Island e vice presidente di Falkland Oil and Gas, ha dichiarato che «i benefici sono potenzialmente enormi per le compagnie coinvolte, per le Isole Falkland e per il Regno Unito».