Philip Seymour Hoffman, l’ultima settimana tra eroina e alcol: “Se non mi fermo, morirò”

di Gianluca Pace
Pubblicato il 4 febbraio 2014 14:15 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2014 14:15
Philip Seymour Hoffman, il cadavere viene caricato sull'ambulanza

Philip Seymour Hoffman, il cadavere viene caricato sull’ambulanza

ROMA – “Se non mi fermo con l’eroina, morirò” disse Philip Seymour Hoffman qualche giorno prima della morte. Lo disse ad un estraneo, al Sundance Film Festival.

Ad un altro, come scrive il Daily Mail, confidò: “Sono un eroinomane”. Era totalmente consapevole di cosa si stava facendo, di cosa stava accadendo Philip Seymour Hoffman, l’attore morto domenica per overdose. E’ il Daily Mail a ricostruire gli ultimi suoi giorni di vita: giorni, minuti e ore trascorse tra eroina e alcol. L’attore era stato cacciato da casa dalla moglie Mimi O’Donnell quando quest’ultima scoprì che Hoffman aveva ripreso a farsi d’eroina (dopo 23 anni di astinenza). Poi gli avvistamenti: in un bar d’Atlanta, completamente ubriaco, poi su un volo verso New York (“era completamente stordito” raccontano i testimoni, ecco le foto pubblicate dal Mail). Hoffman si era trasferito in un appartamento vicino a quello dove viveva la famiglia, come racconta il NY Post. E più volte, come ha raccontato la moglie, si era presentato sotto la loro abitazione, per cercare di parlare con lei e i figli.

Adesso la polizia è sulle tracce dello spacciatore che ha venduto l’eroina a Hoffman. Sulle bustine, ne hanno trovate 70 nell’abitazione dell’attore, alcuni loghi: un asso di picche, altre con quello di cuori. Droga (soprannominata Bud Ice) che, secondo la Cnn, non arrivava a NY dal 2008.

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