Pietro Ladogana assolto: non fu lui il mandante dell’omicidio di Enzo Albanese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 aprile 2018 15:40 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2018 15:40
BRASILE. Pietro Ladogana assolto: non fu lui il mandante dell'omicidio di Enzo Albanese

Pietro Ladogana assolto: non fu lui il mandante dell’omicidio di Enzo Albanese (nella foto Ansa, la spiaggia di Natal)

NATAL – Pietro Ladogana, romano di 47 anni, non è il mandante dell’omicidio di Enzo Albanese, il 42enne ucciso a colpi d’arma da fuoco nel maggio 2014 in Brasile.

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Dopo quasi due ore di camera di consiglio, questa è la conclusione della prima Corte d’assise capitolina, i cui giudici, presieduti da Anna Argento, hanno assolto l’uomo dall’accusa di omicidio con la formula piena e ‘per non aver commesso il fatto’. In più, hanno sentenziato il non doversi procedere per mancanza di querela per l’ulteriore contestazione di minacce, così come hanno qualificato l’originale imputazione di estorsione. Alla scorsa udienza, il Pm di Civitavecchia, Allegra Migliorini, aveva chiesto per Ladogana la condanna all’ergastolo.

Era il 2 maggio 2014 quando a Natal, città nell’est del Brasile, fu ucciso Albanese, ex tenente dei carabinieri nato a Milano ma di origini pugliesi. L’uomo viveva in Brasile da otto anni; lì, tra le altre cose, gestiva una clinica estetica con un socio brasiliano, cugino dell’ex moglie, da poco gli avevano dato la gestione del catering del nuovo stadio di calcio di Natal ed era dirigente di una squadra di rugby locale.

Albanese fu ucciso davanti alla porta della sua casa da un uomo con un casco da motociclista in testa, poi fuggito con un complice. Pietro Ladogana, ritenuto dall’accusa il mandante di quell’omicidio, fu arrestato qualche giorno dopo all’aeroporto di Fiumicino, quando stava per imbarcarsi sul volo Roma-Lisbona, per poi raggiungere il Brasile. All’epoca la polizia riferì che il movente dell’agguato sarebbe stato riferibile al fatto che Albanese aveva effettuato degli investimenti nel settore dell’ intermediazione immobiliare e aveva avuto dei contrasti con un altro italiano a causa della proprietà di un terreno. Per gli inquirenti, l’esecutore materiale dell’omicidio di Albanese sarebbe un poliziotto brasiliano, Alexandre Douglas, appartenente alla Policia Militar.

“Siamo soddisfatti per questa decisione dei giudici italiani – hanno commentato i difensori di Ladogana, Pierfrancesco Bruno e Fabrizio Bordoni – La sentenza di oggi attesta che Pietro Ladogana non è il mandante dell’omicidio Albanese. E si tratta di una sentenza che potrebbe avere il suo riflesso anche nel processo brasiliano a Douglas e alla parte del procedimento brasiliano che riguarda anche Ladogana, di cui non abbiamo notizie da quattro anni”.